mercoledì 19 agosto

di | 18 Agosto 2020

At 17,30-34                                            

30 Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, 31 perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti». 32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». 33 Così Paolo si allontanò da loro. 34 Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.

Commento

Paolo sta dialogando con gli ateniesi nell’areopago .sa bene che è un dialogo difficile. Ma sembra che inizialmente ci sia come un interesse. Paolo sa benissimo che in questo dialogare egli non può barattare la fede in Gesù morto e risorto per ottenere il consenso. La fede non si ottiene a forza di consensi e di compromessi. Quindi Paolo rimane fermo nella sapienza della bibbia che è la sapienza della croce, che è stoltezza per i pagani, anche per i greci. Paolo in questa ultima parte del discorso chiede agli uomini di convertirsi tutti e dovunque. Cioè non è sufficiente sapere le cose. Ciò che sai ti deve cambiare la vita, ti deve far passare dagli idoli che uccidono, al Dio che dà la vita e che ama. Questa è la conversione. Non basta dire: Adesso ho capito il catechismo e sono a posto. No, devo cambiar vita. e qui i grandi filosofi greci che dialogavano con Paolo si bloccano: ti sentiremo un’altra volta. Quando si tratta di cambiare idea si chiede tempo per non cambiare mai. Eppure siamo desiderio di pienezza di vita, perché siamo stirpe di Dio, siamo bisogno di essere amati e di amare. E questo è già vita eterna e questa è la resurrezione già ora che cambia la storia. E quindi c’è poco da ridere, c’è da convertirsi, se no si piange davvero, sempre di più.

Preghiamo

Preghiamo per le nostre famiglie

2 pensieri su “mercoledì 19 agosto

  1. sr Alida

    E’ che noi crediamo poco alla risurrezione , che da vita alle nostre piccole risurrezioni del nostro vivere….che cambiano la nostra vita….che è sempre perdonata e amata da Dio . preghiamo per le nostre famiglie

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  2. Elena

    Non è facile pensare ad una resurrezione. È un atto di fede. E questo “ne parliamo un’altra volta”, ci riporta ad un’umanità concreta, razionale che non conosce ancora una fede capace di ogni cosa nel Dio che tutto può, per davvero. Del resto, penso, la fede è qualcosa come un tocco della grazia di Dio, è un dono, un abbandono fiducioso. A volte, toccati da una parola, si ha bisogno che il seme germogli nella profondità della nostra vita. Sì ha bisogno del tempo per la meditazione e la conversione. E il Signore, che sa chi toccare e come toccare con la Sua grazia, lascia libertà di scelta a ciascuno secondo la sua natura, la sua indole, i suoi tempi. Perché è un Dio d’amore…
    Preghiamo per le nostre famiglie.

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