mercoledì 18 novembre

di | 17 Novembre 2020

Mc 14,26-42   

26 Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27 Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. 28 Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 29 Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». 30 Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». 31 Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. 32 Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33 Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. 36 E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37 Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. 40 Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. 41 Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

Commento

Escono a cantare l’inno e si ritrovano nel Getsemani. Questo inno era il grande hallel, il salmo 136, con quel suo ritornello continuamente ripetuto: “Eterna è la sua misericordia”. Al ritmo di quell’“Eterna è la sua misericordia”, Gesù e i suoi discepoli muovono i loro passi verso il monte degli ulivi. Insomma vi è un eterna misericordia che va cantata e non tradita. È l’eterna misericordia di Gesù che nell’orto degli ulivi prende la grande decisione della sua vita, l’ultima decisione, dire di sì alla croce. Solo le note della misericordia di Dio possono darci la forza di alzare le nostre ancore ed uscire verso il monte degli ulivi. Gesù avrebbe potuto fuggire, ma decide di andare fino in fondo alla sua missione. Gesù non viene descritto come lontano da Dio, sfiduciato, senza la fiducia in suo Padre. Anzi, Gesù lo prega. C’è molta comunicazione tra lui e suo Padre. ma Marco sottolinea anche la grande solitudine di Gesù di quel momento. Tale solitudine è descritta da quei discepoli che dormono. Anche se è solo, egli non torna indietro e dichiara che è giunta l’ora. L’ora dell’arresto e della passione.

Preghiamo

Una preghiera per me

2 pensieri su “mercoledì 18 novembre

  1. Elena

    Le giornate sono lunghe e intrise di eventi, di passioni e sofferenze per molti. Gesù affronta la PASSIONE chiedendo misericordia e richiamando i suoi amici che dormono, lasciandolo solo. Come dev’essere stato duro! Com’è duro per ogni donna e per ogni uomo affrontare le prove più difficili da soli. Perché si è sempre da soli nelle scelte davvero grandi e difficili…. Resta solo il Padre, con la Sua misericordia, perché gli amici, spesso se ne vanno, tornano a casa loro, sono occupati, non vedono ciò che passa, a volte tradiscono, altre volte hanno paura….
    Allora solo nella preghiera e nell’intima e solitaria comunicazione col Padre, si trova la forza di andare fino in fondo..
    Preghiamo per te, don Sandro, per la tua vita e le tue decisioni difficili, perché a volte, possa sentirti meno solo….

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  2. sr Alida

    Solo l’eterna misericordia di Gesù
    ci consola veramente ed anche chi ci vuole bene c’è ne può portare un frammento..
    Di cuore con riconoscenza prego per te don Sandro..

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