mercoledì 18 marzo

di | 17 Marzo 2020

Lc 17,1-10           

1Disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. 2È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. 3State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. 4E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». 5Gli apostoli dissero al Signore: 6«Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. 7Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? 8Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? 9Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 10Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Commento

Se leggiamo in continuità la parola come facciamo noi, riusciamo a collegare pezzo dopo pezzo, brano dopo brano. E così dopo avere parlato della carità, della giustizia e della misericordia viene facile rispondere alla domanda sugli scandali che è inevitabile che avvengano. È chiaro che si tratta di tutti quegli “inciampi” che riguardano appunto la misericordia e la giustizia del regno. Tutto ritorna sempre qui. Il dono supremo della misericordia divina ci deve custodire nell’incessante disposizione al perdono e all’accoglienza di chi è stato chiamato alla vita nuova e, come tutti, inevitabilmente s’incontra con i suoi limiti e la sua fatica. L’attento e appassionato esercizio del perdono è via maestra per il cammino di chi in qualche modo è affidato alla nostra responsabilità e al nostro amore.  Nei confronti di chi sbaglia nella fede non viene chiesta la condanna,  ma la correzione, non il giudizio, ma la  misericordia. A questa ammonizione impegnativa di Gesù gli apostoli reagiscono chiedendo il dono di una fede più grande. Ma Gesù li ammonisce affermando che se soltanto si esercitasse un granellino del grande dono di fede che Egli ci ha fatto, si potrebbe dire ad una grande pianta “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, e avverrebbe. Basterebbe comunicare solo una goccia del fiume immenso che Lui ha donato alla nostra vita! E questo, notate bene, è detto a ciascuno e a tutti, senza riservarlo a particolari doni e a speciali funzioni. Ognuno nel suo piccolo è ministro autorizzato, competente e potente della misericordia divina proprio per tutto quello che ha ricevuto nella sua vicenda personale.

Preghiamo

Continuiamo a pregare per l’Italia

2 pensieri su “mercoledì 18 marzo

  1. sr Alida

    Ognuno nel suo piccolo è depositario di quel granellino di senape di misericordia perdono ,grazie Signore !Non abbandonarci Signore ti preghiamo per l’Italia .

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  2. Elena

    La misericordia del perdono, del perdono ripetuto. Com’è difficile per noi essere misericordiosi, pronti a perdonare perché noi stessi bisognosi dello stesso perdono! Ci dimentichiamo spesso dell’esempio chi di ci ama sempre e nonostante tutto! Anche il perdono è questione di fede? Credo di sì. Credo sia una delle più importanti adesioni al Cristo. Allora chiedo di avere più fede, di saper amare di più, di affidarmi alla Sua misericordia, quando la mia non basta più….
    Prego con voi, secondo le intenzioni che portiamo nel cuore.

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