mercoledì 13 maggio

di | 12 Maggio 2020

Lc 22,47-53      

47Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. 48Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». 49Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 50E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. 51Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. 52Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. 53Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».

Commento

Superata la prova, la tentazione al monte degli ulivi, Gesù sembra essere colui che prende in mano la scena. Lo so che non è molto bella come espressione, ma quello che voglio dire è che Gesù è colui che rimane al centro della vicenda della passione e la croce sarà il momento centrale di questa vicenda. È Gesù che decide di consegnarsi nelle mani di Giuda che tradisce e nelle mani delle guardie. Possiamo dire che non è stato arrestato, ma Lui si è donato, non si è arreso alle guardie, ma ha offerto Lui gratuitamente le sua vita. Questo è riuscito a fare Gesù: rimanere obbediente al Padre e contemporaneamente scegliere liberamente come giocare la sua vita. Altro elemento importante che nella passione viene portato a compimento è la scelta non violenta di Gesù. Egli infatti non si oppone come fanno i suoi discepoli alla forza con  la forza. Ma in quel, lasciate! Basta così, è narrata tutta la forza di Gesù che decide di rispondere alla forza con la forza della mitezza. Credo che a volte ci vuole più volontà a vivere nella mitezza e a fare gesti non violenti che lasciarsi andare alla forza. La mitezza non è il buonismo, ma è la capacità di rispondere all’altro nella verità delle parole mai giudicanti, ma nella non violenza dei gesti. Gesù mette in evidenza l’assurdità del convenire in gran forza dei “capi” e degli anziani. E la volgarità di un armamento di spade e bastoni contro di Lui come fosse un ladro. Egli in realtà è stato il grande elargitore del dono di Dio. E’ meravigliosa questa potenza della mitezza divina che si rivelerà sempre più come la vera forza che conduce la storia dell’umanità.

Preghiamo

Preghiamo per l’America latina

4 pensieri su “mercoledì 13 maggio

  1. Pinuccia

    Rispondere all’altro nella verità delle parole non giudicanti: la mitezza.
    Quanta forza in quel “lasciate” e quanta fiducia nella volontà del Padre.
    Donaci questa forza di non trattenere nulla, per avere lo spazio necessario ad accogliere la tua volontà.
    Ricordo nella preghiera l’America Latina, Samantha e tutte le giovani mamme.

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  2. sr rita

    “Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?».
    Il tradimento è sempre una brutta cosa. Ma che si usi il segno dell’amore – il bacio – per tradire…è proprio bruttissimo…
    Eppure, senza pensare ai tradimenti tragici come quello di Giuda, anche le nostre relazioni, la nostra quotidianità, è segnata da falsi gesti di affetto…che nascondono ben altro.
    L’intenzione di preghiera per l’America Latina. Vorrei metterci dentro un ricordo particolare per la mia diocesi di Paranaguà che sta vivendo tempi molto difficili. Il Signore sa e può.

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  3. sr Alida

    Non avevo mai pensato che è Gesù non è arrestato ,ma Lui che si consegna si consegna Prego con voi per l?America latina in particolare per Paranagua .

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  4. Elena

    Triste il tradimento con un bacio… Triste l’arrivo di persone armate per la cattura di un uomo…
    Triste l’allontanarsi impaurito degli amici più cari…
    A tutto questo Gesù contrappone la scelta, la consegna della Sua persona, il sanare un uomo ferito dalla reazione rabbiosa e difensiva che diventa attacco di violenza, Gesù contrappone mitezza e fiducia in tutto ciò che sarà nelle mani del Padre. Ci insegna come vivere, e anche come morire…
    Prego con voi per l’America Latina, per Paranaguá, per quanti soffrono in questo tempo difficile.

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