mercoledì 13 giugno

di | 12 Giugno 2018

profeta geremia iconaGer 50,1-7                                           

 1 Parola che il Signore pronunziò contro Babilonia, contro il paese dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia. 2 “Proclamatelo fra i popoli e fatelo sapere, non nascondetelo, dite: Babilonia è presa, Bel è coperto di confusione, è infranto Marduch; sono confusi i suoi idoli, sono sgomenti i suoi feticci. 3 Poiché dal settentrione sale contro di essa un popolo che ridurrà la sua terra a un deserto, non vi abiterà più nessuno; uomini e animali fuggono, se ne vanno. 4 In quei giorni e in quel tempo – dice il Signore – verranno gli Israeliti insieme con i figli di Giuda; cammineranno piangendo e cercheranno il Signore loro Dio. 5 Domanderanno di Sion, verso cui sono fissi i loro volti: Venite, uniamoci al Signore con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata. 6 Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile. 7 Quanti le trovavano, le divoravano e i loro nemici dicevano: Non commettiamo nessun delitto, perché essi hanno peccato contro il Signore, pascolo di giustizia e speranza dei loro padri.

Commento

Abbiamo il giudizio contro Babilonia. La grande devastatrice, il grande impero che ha conquistato tutto, che ha distrutto Gerusalemme, che ha deportato gli ebrei. Eppure anche la parabola di questa grande potenza non sfugge alla caducità del tempo. Così anche per lei arrivano i giorni della caduta. La città di Babilonia proprio perché così potente diventa il simbolo del grande impero, del grande male e sarà nella scrittura sacra il segno della potenza del male durante tutte le epoche della storia. Anche il libro dell’apocalisse cita Babilonia come esempio del grande male. Babilonia assume nel suo destino finale una fisionomia apocalittica, che appunto il Libro dell’Apocalisse riprenderà con rilievo straordinario, come simbolo della fine del mistero del Male. In questo orizzonte dunque è di grande rilievo l’emergere come all’improvviso del popolo del Signore dalla sventura di Babilonia. Il testo di oggi lo descrive in un cammino di pianto e di ricerca del suo Signore. Questo pianto e questa ricerca dicono una conversione già completamente avvenuta. Ecco perché sembra che si stia addirittura celebrando un “ritorno” di Israele che evoca l’antico esodo dall’Egitto, ma che, come hanno predetto i profeti, è molto più consapevole e profondo.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che assistono i malati.

3 pensieri su “mercoledì 13 giugno

  1. sr Rita

    ….cammineranno piangendo e cercheranno il Signore loro Dio. Nella desolazione del giudizio di Dio sui popoli infedeli c’è questa ricerca piangente di gente che cammina. Come non pensare tanta gente che oggi cammina, naviga, muore cercando una risposta in nome di Dio. Preghiamo per questi camminatori della speranza ed anche perché nessuno osi spegnere la loro ricerca.

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  2. . Elena

    Questo cercare il Signore quando ci sente sperduti, spenti, spaventati , delusi, è forse come il cercare la mamma, la consolazione prima e ultima.
    Preghiamo per chi cerca riposo all’affanno, per chi cerca un porto in cui affrancarsi, per chi cerca la consolazione in questo mondo difficile e ostile, disumano spesse volte, per chi cerca un abbraccio e una carezza, o anche solo una porta che si apre, un sorriso…
    Preghiamo per gli ammalati e per chi se prende cura, per Bruno che oggi farà un piccolo ma importante intervento.

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  3. srAlida

    Ciao mi unisco alle vostre intenzioni ,ho poco tempo per meditare in questo momento ,ho letto le vostre riflessioni :Una preghiera speciale per sr Cesarita ,il papà e famigliari .Ringrazio il Signore per il dono della vita per le sorelle del Brasile nel compleanno di questi giorni

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