martedì 7 giugno

di | 6 Giugno 2016

avvento boseMarco c 13,1-4                                                                                                                             

1 Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». 2 Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta».  Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: 4 «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?».

Commento

Il tempio era il segno per eccellenza della fede, dell’alleanza, di tutto quanto vi era di sacro e di profano nella religione degli ebrei. Era un segno nel bene e nel male, positivo e negativo. Mi ricordo quando sono stato per la prima volta in terra santa e salivo come semplice pellegrino verso il tempio di Gerusalemme, o meglio, verso le sue rovine, nasceva spontaneo il canto: quale gioia mi dissero andremo alla casa del Signore…. Immagino chi, al tempo di Gesù ne vedeva tutta la bellezza e la maestosità di tale tempio, una delle meraviglie del mondo. In quel tempio era nascosta, nel luogo più protetto, la gloria di Dio, la sua presenza maestosa e gloriosa. In quel luogo entrava una sola volta l’anno il sommo sacerdote. Insomma in quel tempio veniva celebrata tutta la grandezza e la misteriosità di Dio. Gesù, con la sua profezia sulla distruzione del tempio, viene a dirci che non c’è più  il luogo misterioso e inaccessibile della presenza di Dio. In Gesù Dio si manifesta pienamente nella sua umanità, non c’è più bisogno della inaccessibilità del tempio. Dio, in Gesù sta nella storia degli uomini. La domanda dei discepoli circa il giorno e l’ora di quando queste cose accadranno è pienamente legittima perché dice della preoccupazione e della paura dei discepoli circa il momento ultimo della storia. A me sembra che, nella domanda dei discepoli, è racchiusa la questione detta dell’ “apocalittica”, della condizione e rivelazione ultima e finale di Gesù. Potremmo riassumere così: dove va la storia degli uomini? Verso quale esito finale verrà ricondotta tutta la vicenda umana?

Preghiamo

Preghiamo per una persona che è chiamata a scegliere del futuro della sua vita.

3 pensieri su “martedì 7 giugno

  1. sr Rita

    Bello compiacersi del tempio, dell’arte, della propria religione, della bravura dell’uomo…Tutto questo deriva dalla forza di Dio. Ma non basta. E’ bello poter riconoscere la caducità delle cose belle per investire in quelle belle e durature. Cadrà pietra su pietra….Già, perché tutto passa. Donaci Signore la sapienza per non fermare il nostro compiacimento su ciò che non dura, ma di gustare il compiacimento con cui tu ci guardi,, ci chiami, ci mandi….
    Preghiamo per chi ha già scelto una risposta vocazionale e fatica a esservi fedele.

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  2. Elena

    La bellezza riempie i nostri occhi.
    Dopo la visita a Roma, vien da compiacersi per tanta bellezza, per tanta magnificenza… Eppure, Gesù ci ricorda la caducità delle cose, la fine di ogni cosa tangibile, terrestre ed umana. Ci riporta al vero investimento, alla bellezza che non finisce mai, quella che si sviluppa nell’amore di Dio per l’uomo. Chi sei Tu, Gesù, che ci dici questo? Forse se lo sono chiesto i discepoli, qualche milione di volte…. Ce lo continuiamo a chiedere noi, perché il bisogno di bellezza riempie il cuore di un desiderio tanto più grande dell’effimero e di una nostalgia di Te che solo Tu puoi placare…
    Prego per chi fatica nella scelta e per chi nella fedeltà alla scelta intrapresa.

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  3. sr.Alida

    Guardiamo ed ammiriamo la bellezza delle cose esterne.Gesu’ ci porta a ciò ,che piu’ importante . a ciò che non passa ..ai momenti belli e sofferti del nostro vivere…che danno frutti invisibili..Crea in noi ,Signore una rinnovata speranza in Te ,nel Tuo amore…perchè il Tuo tempo si compia…e desideriamo sempre piu’ ciò ,che rimane per sempre.Preghiamo per i 26 diaconi che si preparano all’Ordinazione sacerdotale in Milano ,sabato 12 ,e per quelli nelle altre province…per chi in discernimento di scelta di vita econfermi in fedeltà i chiamati.

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