martedì 7 agosto

di | 6 Agosto 2018

1 corinti1 Cor 10,14-22                                                                14 Perciò, o miei cari, fuggite l’idolatria. 15 Parlo come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che dico: 16 il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17 Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane. 18 Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? 19 Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? 20 No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; 21 non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22 O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?

Commento

Parlando ai corinzi, “come a persone intelligenti”, l’Apostolo spiega quanto sia inconciliabile la partecipazione all’Eucarestia con la frequentazione ai conviti idolatrici, dove per conviti idolatrici si intendono tutte quelle forme in cui si mischia l’eucarestia e in generale la fede con dei culti e delle credenze che non sono proprie del vangelo. Infatti secondo Paolo mediante il calice della benedizione si stabilisce una relazione vitale con Cristo, crocifisso e risorto. Lo stesso discorso vale per la “comunione” con il corpo di Cristo, mediante il pane consacrato. Quindi non si possono mischiare culti idolatrici con l’eucarestia, perché solo essa mi mette in comunione con il Signore. Su questo tema Paolo è molto duro  e molto esplicito.  Paolo ribatte asserendo che gli idoli non esistono, “sono una nullità”; tuttavia l’intero sistema idolatrico è ispirato e favorito dal Maligno, che vuole tenere gli uomini nell’errore e nell’inganno. I sacrifici pagani sono veri atti di culto resi al “demonio”. Di conseguenza, i credenti in Cristo, uniti in virtù dell’Eucarestia in una reale comunione personale con Lui, non possono fare comunione anche con i demoni, partecipando ai riti sacrificali pagani. Per questo motivo, l’Apostolo vieta ai cristiani, probabilmente rivolgendosi soprattutto a quelli che si ritengono più maturi nella fede, di partecipare ai sacrifici idolatrici.

Preghiamo

Preghiamo per Lucia

4 pensieri su “martedì 7 agosto

  1. srAlida

    Tutti partecipiamo dell’unico pane …..Tutti siamo amati e salvati , nel semplice segno del pane ..il Signore compie la comunione con Lui e con gli altri Aiutaci a scoprire ogni giorno i piccoli semplici segni che ci rendono uniscono a Te…Per Lucia ,per la pace nel mondo per l’umanità sofferente ,per chi in questi giorni vive la sofferenza di calamità naturali o per incidenti stradali ,ti preghiamo

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  2. sr Rita

    Sento in Paolo l’invito alla coerenza, all’unificazione della vita attorno alla fede. E’ così facile tenere il piede in due o più scarpe…Quanto ci si nutre di Cristo non c’è spazio per altri culti idolatrici. Ma qualche volta noi siamo così sottili ne giustificare le nostre deviazioni che volentieri mischiamo i riferimenti e la nostra vita ne esce sbiadita.

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  3. sr Rita

    Sento in Paolo l’invito alla coerenza, all’unificazione della vita attorno alla fede. E’ così facile tenere il piede in due o più scarpe…Quanto ci si nutre di Cristo non c’è spazio per altri culti idolatrici. Ma qualche volta noi siamo così sottili ne giustificare le nostre deviazioni che volentieri mischiamo i riferimenti e la nostra vita ne esce sbiadita.

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  4. . Elena

    Scelta di coerenza, di adesione e di comunione nell’unico Signore. Penso a quanto facilmente riusciamo a mescolare la nostra vita con i tanti idoli che ci circondano, facendo del denaro, del potere, dello stesso smartphone, del gioco etc i nostri nuovi dei. Non solo vite sbiadite, ma anche vite smarrite e vuote. L’idolatria ha molte forme e molte facce a volte apparentemente innocenti, ma credo che riscoprire ogni giorno chi siamo, a chi apparteniamo, che scelte o non scelte facciamo, dove andiamo, con chi, come e perché, ci possa riportare al solo Signore della vita e della comunione fraterna. Mi unisco alle intenzioni di preghiera di ciascuno.

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