martedì 6 agosto

di | 6 Agosto 2019

Gc 1,19-25

19 Lo sapete, fratelli miei carissimi: sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira. 20 Perché l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. 21 Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. 22 Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. 23 Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: 24 appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. 25 Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.

Commento

L’ultima parte del capitolo introduce un altro tema molto caro a Giacomo: il rapporto con la parola. Partendo dalla constatazione sull’uso distorto della parola nei rapporti tra le persone e all’interno delle comunità sottolinea l’atteggiamento fondamentale di un credente: l’ascolto attento della parola di Dio e delle parole delle persone; la coerenza tra parola e vita. Giacomo si preoccupa innanzitutto di richiamare i cristiani sull’importanza di ascoltare la parola di Dio, che è il vero fondamento di ogni saggezza e la strada maestra per diventare adulti nella fede.  Giacomo, da uomo concreto e responsabile di una comunità, conosce bene il rischio di confinare l’ascolto della parola di Dio all’ambito solo del rito religioso o di una fugace preghiera, ma senza collegamento con la vita di ogni giorno, senza che essa incida sul nostro modo di pensare e di agire. L’immagine dello specchio ci riporta a ciò che anche noi spesso diciamo: “Sarebbe bello quello che il Vangelo propone, ma la vita è diversa…, il mondo oggi va così…, non si può vivere fuori dalla realtà…, non si possono cambiare le cose…”. Il richiamo è chiaro: ascoltare e mettere in pratica, vivere la parola.

Preghiamo

Preghiamo per la chiesa

3 pensieri su “martedì 6 agosto

  1. Sr Rita

    La Parola del Signore è davvero un pedagogo che si cura su noi, in ogni circostanza, per istruire, suggerire, orientare, correggere…. Una Parola che nasce dall’amoree genera comportamenti buoni, degni dell’amore. Preghiamo affinché davanti a questa parola coltiviamo tutte le condizioni perché lei possa dare frutto.

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  2. Elena

    Quando la parola diventa vita… È qualcosa cui tutti, credo, aspiriamo. Parola e fatti coerenti, parola che abbia un significato e una radice nel nostro agire, parola che sia credibile. La nostra. E poi quella del Signore, che non ci ha mai ingannato, né sviato da.in progetto di vita davvero nuovo, inconsueto certo, provocatore, anche. Ma una vita nuova nata da un sussurro di Spirito e dalla capacità di ascoltare e accogliere di molti. Una vita nuova che non resta un desiderio, un sogno, ma si incarna nelle scelte di ogni giorno e nel nostro SÍ quotidiano, rendendoci pienezza e gioia, oltre alla fatica. Ti preghiamo Signore, perché abbiamo la forza ed il coraggio di rinnovare questo SÌ ogni giorno ed in ogni situazione, specialmente le più difficili, di fronte alle quali ci viene la tentazione di abbandonare e scappare….

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  3. sr Alida

    Pronti ad ascoltare lenti a parlare ….per unificare di più Parola e vita …Più sono in cammino più mi accorgo come sia importante l’ascolto, ascoltare prima la Parola e poi parlare o tacere a tempo opportuno….E quanto ho bisogno di ascoltare con il cuore non solo di udire ..si una Parola che nasce dall’amore . Ci doni il Signore stesso quest’arte mi unisco alla preghiera per la Chiesa .

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