martedì 3 novembre

di | 2 Novembre 2015

home2Amos 6,1-14

1 Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri sulla montagna di Samaria! Questi notabili della prima tra le nazioni, ai quali si recano gli Israeliti! 2 Passate a Calnè e guardate, andate di lì ad Amat la grande e scendete a Gat dei Filistei: siete voi forse migliori di quei regni o è più grande il vostro territorio del loro? 3 Voi credete di ritardare il giorno fatale e affrettate il sopravvento della violenza. 4 Essi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla. 5 Canterellano al suono dell’arpa, si pareggiano a David negli strumenti musicali; 6 bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano. 7 Perciò andranno in esilio in testa ai deportati e cesserà l’orgia dei buontemponi. 8 Ha giurato il Signore Dio, per se stesso! Oracolo del Signore, Dio degli eserciti. Detesto l’orgoglio di Giacobbe, odio i suoi palazzi, consegnerò la città e quanto contiene. 9 Se sopravviveranno in una sola casa dieci uomini, anch’essi moriranno. 10 Lo prenderà il suo parente e chi prepara il rogo, portando via le ossa dalla casa, egli dirà a chi è in fondo alla casa: “Ce n’è ancora con te?”. L’altro risponderà: “No”. Quegli dirà: “Zitto!”: non si deve menzionare il nome del Signore. 11 Poiché ecco: il Signore comanda di fare a pezzi la casa grande e quella piccola di ridurla in frantumi. 12 Corrono forse i cavalli sulle rocce e si ara il mare con i buoi? Poiché voi cambiate il diritto in veleno e il frutto della giustizia in assenzio. 13 Voi vi compiacete di Lo-debàr dicendo: “Non è per il nostro valore che abbiam preso Karnàim?”. 14 Ora ecco, io susciterò contro di voi, gente d’Israele, – oracolo del Signore, Dio degli eserciti – un popolo che vi opprimerà dall’ingresso di Amat fino al torrente dell’Araba.

Commento

Questo cap.6 mi ricorda alcune parabole del vangelo dove il ricco vive nell’ opulenza, nella sua ricchezza ed è  interamente prigioniero della sua cecità, tanto da non rendersi conto di quanto gli sta per accadere. Anche nella prima parte del nostro brano di oggi non sembra che questi ricchi di Israele abbiano una qualche coscienza e volontà di male; ne sono semplicemente immersi; per questo non mi sembra impropria l’espressione “spensierati di Sion”.  La loro condizione di ricchezza non è evidentemente considerata un’ingiustizia, ed è diventata la loro stessa “fede”, come denuncia il profeta  quando dice  “si considerano sicuri” si tratta di un’ espressione  che dice il confidare e l’affidarsi, cioè l’atteggiamento forte del credente, qui stravolto dall’idolo della sua stessa ricchezza. Insomma presi dalla loro ricchezza, pensano di stare nel bene, non vedono più il male e vivono spensierati, senza uno sguardo serio che possa in qualche modo  comprendere  gli avvertimenti della storia e i segnali della situazione di pericolo: Tutta questa situazione di incosciente e idolatrica cecità è contraria al mistero e alla volontà di Dio che afferma per bocca del profeta: “Detesto l’orgoglio di Giacobbe, odio i suoi palazzi”. Tutto cade in rovina per il giudizio divino. Tutto sarà morte e desolazione, senza eccezione, per i grandi come per i piccoli.

Preghiamo

Preghiamo per il papa e per la chiesa

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

5 pensieri su “martedì 3 novembre

  1. sr Rita

    “Guai agli spensierati..” Mi chiedo: chi è lo spensierato? Uno che non si preoccupa, che non si dà pensiero per sé – perché si crede sicuro-; non si dà pensiero per gli altri perché non gli interessano più di tanto. E Dio lo ammonisce: guai a te! Lo mette in guardia, cerca di svegliarlo dal suo letargo, lo spinge a pensare, a riflettere, a prendere coscienza di ciò che vale, di ciò che è importante. Insomma il GUAI di Dio è un atto di amore, di correzione per il suo popolo.
    Chiediamo a Dio la capacità di lasciarci svegliare dal suo GUAI e nello stesso tempo di saperci dar pensiero per gli altri, al fine di aiutarli a “darsi pensiero”.

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  2. Elena

    Ancora una volta il Signore abbatte la potenza ( che per molti diventa senso di onnipotenza) e ridà il giusto posto a ciascuno.Mette in pericolo la conquistata sicurezza. Ma come Sr Rita riflette sulla spensieratezza, io rifletto sulla sicurezza. Chi è mai sicuro? E sicuro da cosa? Rispetto a cosa?
    Ravvedo, nelle parole del profeta, la nostra superbia, il nostro sentirci arrivati nella nostra tiepida fede, il nostro sentirci sicuri perchè nulla si mette in discussione e in ricerca….Staticità…
    Ciò che medito nel Vangelo è invece movimento, un andare verso, un accogliere l’invito e spostarsi per andare nella casa del Signore.
    Che i nostri passi possano muoversi sempre verso Te, Signore, ancorchè stentati ed incerti, ma verso Te….
    Elena

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  3. sr.Alida

    Alcune parole attirano la mia attenzione :spensierati, sicuri,canterellano,si sdraiano,bevono….C’è modo e modo di divertirsi…non sò perchè mi viene in mente Qoèlet c’è un tempo per ogni cosa, Riguardo al non darsi pensiero ,dipende da che consapevolezza abbiamo in ciò che ci è dato di vivere,e sopratutto su cosa fondiamo la nostra vita .A chi mi affido? A cose vane o alla Fonte?Donaci, Signore luce per vivere in Te,ogni aspetto lieto o sofferto della nostra vita . Semplicità e umiltà di chi si affida e si trova sicuro nelle Tue mani.

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  4. Ingrid

    Spensieratezza, sicurezza leggerezza..pochi.minuti fa ho visto il mio tabaccaio sopravvissuto ad una rapina…mi si è stretto il cuore,le lacrime mi scivolavano sul.viso…il cuore si stringeva. E perché perche’ si fa del male fisico,psicologico ancora nel 2015??? Per il dio denaro senza impegnarsi nel guadagnarselo.onestamente…io l ho capito tardi. Vi chiedo una preghiera x il mio tabaccaio e x tutti coloro che non capiscono che la vita ha un valore più grande. .un dolore che.mi ha risvegliato e non mi lascia indifferente
    Ingrid

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  5. sr.Alida

    Alcune parole attirano la mia attenzione:spensierati, sicuri, canterellano ,si sdraiano,bevono..Mi viene in mente che in Qoèlet si dice ” c’è un tempo per ogni cosa”C’è modoe modo di divertirsi….Sul sentirsi sicuri,dipende,da che consapevolezza abbiamo di ciò che stiamo vivendo e su cosa ci appoggiamo A cosa mi affido e mi appoggio? A cose vane o alla Fonte?Donaci Signore,luce sufficiente per vivere in Te ogni vicenda lieta o sofferta ,nella semplicità e umiltà di chi si affida e si trova sicuro nelle Tue mani.

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