martedì 29 settembre

di | 28 Settembre 2015

home2Osea 10,1-8      

1 Rigogliosa vite era Israele, che dava frutto abbondante; ma più abbondante era il suo frutto, più moltiplicava gli altari; più ricca era la terra, più belle faceva le sue stele. 2 Il loro cuore è falso; orbene, sconteranno la pena! Egli stesso demolirà i loro altari, distruggerà le loro stele. 3 Allora diranno: “Non abbiamo più re, perché non temiamo il Signore. Ma anche il re che potrebbe fare per noi?”. 4 Dicono parole vane, giurano il falso, concludono alleanze: la giustizia fiorisce come cicuta nei solchi dei campi. 5 Gli abitanti di Samaria trepidano per il vitello di Bet-Avèn, ne fa lutto il suo popolo e i suoi sacerdoti ne fanno lamento, perché la sua gloria sta per andarsene. 6 Sarà portato anch’esso in Assiria come offerta al gran re. Efraim ne avrà vergogna, Israele arrossirà del suo consiglio. 7 Perirà il re di Samaria come un fuscello sull’acqua. 8 Le alture dell’iniquità, peccato d’Israele, saranno distrutte, spine e rovi cresceranno sui loro altari; diranno ai monti: “Copriteci” e ai colli: “Cadete su di noi”.

Commento

Il testo  afferma il legame  tra ricchezza e idolatria. Si tratta di un mistero che razionalmente fatichiamo a spiegare; ma l’esperienza ci dice che ogni forma di potenza e potere conquistato dall’uomo, anche “legittimamente”, o addirittura, come potrebbe essere qui, ricevuto dalla bontà stessa di Dio, si espone a diventare idolo di adorazione. L’uomo può facilmente diventare preda e prigioniero di ciò che egli stesso produce. Ogni genere di ricchezza, anche il bene che viene da Dio, tende a deviare il cuore dell’uomo, che adora come suo possesso, e come suo “signore”  ciò che ha ricevuto da Dio, mentre Dio stesso viene dimenticato e “sostituito” con quello che ha donato all’uomo per amore di lui. Il dramma sembra quasi inevitabile: trasformiamo il dono in un possesso che a sua volta ci possiede, possiede il nostro cuore! Il termine che dice questa forma di idolatria è cuore diviso: diviso tra Dio e il denaro, tra il vero Dio e l’idolo.  questa divisione del cuore dice l’infrangersi della fede e dell’amore verso l’unico Signore e Sposo. La conclusione del testo di oggi ricorda un passaggio della passione di Gesù citato in Luca 23,30. Tale versetto citato appunto anche nel vangelo dice la radicalità e la totalità di un giudizio che non è solo sulle cose ma è sulle persone. Ma anche questo è salutare. E l’invocazione, che potrebbe suonare disperata e suicida, contiene come sappiamo un segreto pasquale, perché su questa “rovina” dell’uomo di terra, Dio edificherà nella risurrezione di Cristo l’uomo nuovo pienamente a sua immagine.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che hanno fatto della ricchezza il loro idolo. Possano comprendere che questa forma di idolatria porta alla rovina l’umanità.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

4 pensieri su “martedì 29 settembre

  1. sr Rita

    Quello che era il popolo di Dio è narrato con immagini belle e suggestive. Dio non ha misurato la sua generosità nel dare cose a Israele. Dio neppure oggi limita la sua generosità e noi ne siamo testimoni ogni giorno. Eppure, come già detto nel commento, noi siamo come il bambino che invece di guardare le cose belle si incapriccia nel volerle possedere e spesso distruggere. Per esperienza sappiamo che distruggendo i doni di Dio distruggiamo la nostra immagine e l’immagine stessa di Dio. Ci sia data sapienza e saggezza per riconoscere la differenza tra il dono e il Donatore.

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  2. Elena

    Di cosa ha veramente bisogno ogni uomo o donna , per vivere? E per vivere bene?
    E’ davvero così necessario possedere qualcosa?
    Mi interrogo, alla luce della Parola odierna e prego Dio per una vita sobria e di senso, accogliente e piena, nonostante serva avere poco. La pienezza non viene dalle cose, ma dall’armonia coltivata nelle relazioni buone con gli altri e con il creato , una pienezza che viene dall’Amore di Dio… in ogni sua bella e ricca manifestazione.Prego per chi è posseduto dalle cose e ne è schiavo e prego altresì per la libertà interiore di ciascuno.
    Elena

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  3. Anonimo

    Anna
    29 settembre
    Davvero Dio conosce il cuore dell”uomo sa cosa passa dentro di lui nel bene ma anche nel male chiede trasparenza nei gesti e nelle parole sa che l’uomo è fragile e ciò ci fa capire quanto sia importante seguirlo ascoltarlo pregare perché la nostra fragilità porta a peccare senza quasi accorgesene ma Dio ci conosce e ci fa capire la via del bene della pace dell’amore vero che passa attraverso gesti e parole autentiche.
    Come Gesù che legge nel cuore dell’uomo e ci chiama a uma continua conversione giorno per giorno per mezzo soprattutto della Sua Parola.

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  4. sr.Alida

    Non riconosciamo che il nostro volere e operare dipende da Dio ,invece della riconoscenza
    dividiamo il cuore, anteponendo quant’altro a Lui ,al Suo amore infinito,perdendo così ciò che ha piu’ valore:UNA VITA BELLA.Come facciamo a non accorgerci che così ci roviniamo soltanto?Cercando pace in altro….Oggi festa dei S,Arcangeli …Sento su mè e su ciascuno lo sguardo che Gesu’,ha avuto su Natanaele…sguardo che piu’ volte ha posto sul nostro cammino,per custodirci ,attraverso relazioni buone e concrete….Prego perchè il Signore intervenga con la Sua misericordia e come Lui sà fare ,per farci capire dove dirigere il nostro cuore. Grazie Signore per tutti gli angeli posti sul mio cammino.

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