martedì 28 agosto

di | 27 Agosto 2018

SAN PAOLO - LETTERE 1 Cor 15,12-19                                     

 12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 14 Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. 15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; 17 ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

Commento

Sul tema della resurrezione che stiamo vedendo in questi giorni il ragionamento di Paolo è molto complesso. Vediamo di capirci qualcosa e non soltanto di lasciare quella bellissima affermazione: ma se Cristo non è resuscitato vana è la nostra fede. mi pare che le parole di Paolo sono più profonde e tentano di dare una giustificazione della verità proclamata. La risurrezione è impossibile all’uomo abbandonato a se stesso, ma è reale! Costituisce anzi il gemito segreto e profondo della sua vita: “Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” (Sapienza 2,23-24). Quando dunque, con la risurrezione di Cristo, viene restituita all’umanità questa verità e pienezza, l’umanità trova quello che è suo, quello che le è proprio nel pensiero e nella volontà del Creatore. E mi permetto di aggiungere che è la risurrezione questo “proprio” dell’uomo, cioè questo “passare dalla morte alla vita”, e non la semplice “immortalità dell’anima”. Se così non è, appunto, “neanche Cristo è risuscitato”, perché Cristo è venuto a donare all’umanità quello che le è proprio strappandola dalla prigionia del male e della morte. Solo la risurrezione dei morti può aprirci alla vita nuova, che appunto è la vita del Risorto.La grande esperienza della risurrezione, che sarà la stessa nostra risurrezione da morte, ora la conosciamo e la sperimentiamo come risurrezione dal peccato alla grazia e alla comunione con Dio e tra noi!

Preghiamo

Preghiamo per il papa e la chiesa

3 pensieri su “martedì 28 agosto

  1. srAlida

    Non è semplice questo tratto è vero,grazie don , per la lampadina ,che ci aiuti ad accendere….
    Con la sete di infinito che abbiamo come può esserci qualcosa di finito …? Forse è proprio questa sete a dirci che c’è risurrezione ,in ogni sofferenza ….fisica o spirituale, che ci conduce alla morte per la vita ,quella che sarà di sempre .una preghiera di cuore per Papa Francesco e la Chiesa…perchè anche noi con loro facciamo attenzione a trasmettere un messaggio vero del Vangelo che professiamo .

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  2. sr Rita

    La vita del discepolo è la sequela del Maestro. Se tentiamo di stare dietro a Gesù nel suo mistero di incarnazione e passione, come possiamo non pensarci partecipi anche della sua risurrezione? Non si capisce molto ella risurrezione come evento finale della vita. A me pare di intuire qualcosa davanti alle piccole risurrezioni quotidiane mie e di quanti incontro. La conversione alla vita di Gesù è un susseguirsi di risurrezioni che illuminano il cammino. Che a tutti sia data un poco di fede in questa vita buona aperta a tutti.

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  3. . Elena

    Mistero molto complesso anche per me, quello della risurrezione. Però anche io cerco di dare un senso alle molte risurrezioni, come cambiamenti profondi dal male al bene, come vittoria sulla morte e sulla “fine” dell’uomo. E ci leggo l’amore e la tenerezza di Dio. E se Gesù ci chiama ad essere suoi amici e fratelli un senso lo avrà pure. Mi riconosco molto ignorante e piccola su questo tema. Cerco di fare bene le cose nella vita terrena. Guardo, sento e ascolto con una sorta di ” nostalgia” il mondo che verrà.Ma lascio fare al Signore ciò che ha deciso e voluto con amore per ogni essere umano. Resurrezione compresa, come atto di fede e di adesione. Il tempo è così relativo, ma forse non è bene cercare di restringere e costringere Dio ad un tempo della nostra capacità di comprensione…. sempre così ambiziosa e limitata.
    Preghiamo per il Papa e la chiesa tutta.

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