martedì 26 aprile

di | 25 Aprile 2016

home2Marco 8,14-21      

14 Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. 15 Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16 Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. 17 Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? 18 Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19 quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20 «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21 E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Commento

E’ interessante che il dialogo tra Gesù e i suoi discepoli venga originato da una circostanza banale, come facilmente può capitare a tutti: una dimenticanza. la messa in guardia di Marco non è solo dal lievito dei farisei, ma anche da quello di Erode. Il primo così connesso con la fede di Israele, il secondo così  mondano: serve forse ad affermare sia l’influenza e il potere che anche un lievito politico come quello di Erode può avere nella vita di fede? Secondo la versione di Marco, hanno un pane solo. Questo mi sembra voglia alludere a Gesù stesso. Un pane c’è, ma come può sfamare tante persone come sono loro? Dunque, che cosa vuol dire Gesù con quel “lievito” dei farisei e di Erode? Propongo questa spiegazione: il lievito dei farisei è la loro pretesa di essere i costruttori della loro giustizia attraverso il rigore dell’osservanza della legge. Il lievito di Erode è la fiducia nella forza del potere mondano. In questi giorni così difficile  ci sarà molto prezioso riflettere attentamente a questa Parola di Gesù. E non ci sarà difficile verificare come questo pericolo accompagni la nostra vita, il nostro pensiero, come i nostri criteri di giudizio e di azione. Pericolo che accompagna la stessa comunità cristiana, talvolta in misura drammatica. Ma quale “lievito” vuole allora ricordarci il Signore quando ci rimprovera perchè non ci siamo lasciati illuminare e portare dai due miracoli del pane? Mi sembra che Egli voglia affermare ancora una volta la potenza della fede di Lui e in Lui. Se abbiamo solo Lui sulla barca e nella traversata della nostra vita, abbiamo già tutto e con sovrabbondanza. Il pane spezzato che noi celebriamo nell’ eucarestia e nella carità cristiana nutre in maniera sovrabbondante. Abbiamo molto di più di quello che nutre la nostra fame.

Preghiamo

Preghiamo per il papà di Bruno di cui oggi si celebra il funerale.

3 pensieri su “martedì 26 aprile

  1. sr Rita

    Avere occhi e non vedere, orecchi e non udire….Il controsenso della vita nostra di tanti altri. Abbiamo tante possibilità di bene, di luce, di amor vero e ci chiudiamo nella cecità, nella sordità perché abbiamo paura o pigrizia di aprire gli occhi e gli orecchi. Donaci Signore la scioltezza del cuore e del pensiero per vedere e ascoltare ciò che salva veramente. Preghiamo per chi soffre per i lutti ed anche per Casimiro, papà di una nostra volontaria, che è molto grave.

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  2. Elena

    Ci fermiamo sempre dietro le piccole cose, a causa di piccole cose. Davvero siamo ciechi, sordi, incapaci di vedere e sentire oltre, troppo concreti!
    E davvero a volte affoghiamo in due dita di acqua…
    Gesù va sempre oltre, ha uno sguardo ampio. I saggi hanno uno sguardo ampio che ammiro e dal quale cerco di imparare a vivere meglio. Gesù, unico pane che sazia…
    Questione di fede, dico a me stessa….
    Signore, grazie per il dono di questo pane unico….
    Accompagno con amore Giulio, Casimiro e coloro che soffrono per lutti e malattie.
    Elena

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  3. Silvia Coter

    Mi viene in mente quest’altro brano del Vangelo di Matteo:
    ” Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? (…)31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.”

    Signore siamo troppo centrati su noi stessi, sui nostri bisogni, sulle nostre necessità, su quello dobbiamo fare, fare, fare, che perdiamo di vista l’Essenziale per la nostra vita, la sola cosa di cui avremmo bisogno…perché il resto l’abbiamo già.
    Abbi pietà di noi e scuotici perché alziamo lo sguardo, e lo alziamo su di Te.
    Buona serata a tutti!

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