martedì 24 aprile

di | 24 Aprile 2018

profeta geremia iconaGer 28,1-17                                                      

1 In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa re di Giuda, nell’anno quarto, quinto mese, Anania figlio di Azzùr, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo queste parole: 2 “Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! 3 Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. 4 Farò ritornare in questo luogo – dice il Signore – Ieconia figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia”. 5 Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo che stavano nel tempio del Signore. 6 Il profeta Geremia disse: “Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da Babilonia in questo luogo! 7 Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi di tutto il popolo. 8 I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. 9 Quanto al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà”. 10 Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo ruppe; 11 Anania riferì a tutto il popolo: “Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni”. Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada. 12 Ora, dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: 13 “Va’ e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. 14 Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io porrò un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia. 15 Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: “Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; 16 perciò dice il Signore: Ecco, ti mando via dal paese; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione contro il Signore”. 17 Il profeta Anania morì in quello stesso anno, nel settimo mese.

Commento

Questi capitoli sono come una guida, un libretto di  istruzioni che il profeta Geremia lascia ai deportati in Babilonia. Esso serve per comprendere come ci si deve muovere in terra d’esilio. In questo dialogo tra Anania e Geremia credo che il vero problema sia quello di stabilire che la profezia non è una “magia” capace di determinare il corso degli eventi; e non è neppure una capacità di prevedere e di “indovinare” che cosa accadrà. Tutta la sua potenza nasce dalla reale fedeltà alla volontà di Dio colta dalla sua stessa Parola. Non sarebbe vero pensare che si tratta di una vicenda “miracolosa” impossibile a gente come noi. Dunque la profezia, oggi come allora, è l’ascolto fedele e la manifestazione nel tempo dell’eterna Parola del Signore, antica e sempre nuova, viva ed efficace. Per noi oggi è il contatto vivo ed attuale con il nostro Signore Gesù Cristo che parla a noi oggi attraverso e nelle parole che ascoltiamo dalla Santa Scrittura.

Preghiamo

Preghiamo per Chiara

3 pensieri su “martedì 24 aprile

  1. sr Rita

    Non è facile fare il profeta. Se annunci sventura sei maltrattato dal popolo. Se annunci la pace pare che non parli in nome di Dio…. Credo che il profeta sia una persona che sta continuamente con l’orecchio teso per ascoltare ciò che Dio annuncia. La vita del profeta poi lascia trasparire con parole e gesti il pensiero di Dio sull’uomo. Non siamo noi a decidere di essere profeti. E’ solo una missione che Dio da e richiede una stretta comunione con Dio stesso.Preghiamo per quanti hanno da Dio il dono della profezia, perché non se ne approprino. A noi il dono di discernere ed accogliere la profezia.

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  2. . Elena

    Le profezie non sono giochi di potere, ma doni, dolorosi e difficili da portare, complessi e scomodi. Le persone che ricevono il dono di profezia, ne conoscono il peso e l’importanza, non se ne appropriano, piuttosto accettano con umiltà il fatto che anche questo è servire Signore. Chi vuole e cerca il consenso popolare forse è davvero così lontano da Dio stesso. Il Signore segue le sue vie, che gli sono proprie, non quelle umane . A noi cercare di coglierne il senso e l’importanza, anche come dono ricevuto di opportunità e sguardo che va oltre…
    Prego per Chiara, per Lorenzo e la sua famiglia che attraversano tempi difficili e dolorosi.

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  3. srAlida

    Condivido i vostri commenti e intenzioni , pregando anche per i profeti che ci sono anche oggi ,dove si avverte ancora meno la presenza del Signore….preghiamo anche per le conseguenze di atti di violenza di questi giorni e uccisioni per guerre,per le persone care che ne soffrono per queste vittime .

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