martedì 22 marzo

di | 21 Marzo 2016

la stella del mattino Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Commento

 La liturgia della Settimana Santa propone alla nostra attenzione più volte la figura  di Giuda, il traditore, come per esempio nel Vangelo odierno di Giovanni. Con pennellate di chiaroscuro assai espressive, l’autore del quarto Vangelo cattura la nostra riflessione. È notte! Giuda appare in tutta la sua dimensione tenebrosa e misteriosa: «E, intinto il boccone, (Gesù) lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.  Ed era notte». I discepoli “si guardano l’un l’altro” con  curiosità, per indovinare chi fosse il traditore e non guardano in sé stessi, alla propria inconsistenza interiore. In forte contrasto con Giuda, Giovanni, il discepolo che Gesù amava, si china sul petto del Maestro e percepisce i battiti di quel cuore colmo di amore. Mentre Pietro, nella sua istintiva impulsività, ignaro ancora del suo triplice tradimento, esibisce con presunzione la sua fragile fedeltà. Di fronte ai grandiosi gesti di Gesù nell’ultima cena, la comunità dei discepoli scopre che all’interno degli stessi chiamati abita il tradimento, ma scopre anche contemporaneamente la fedeltà di Dio più grande del peccato e la potenza dell’amore di Cristo che va oltre il tradimento. Di qui possiamo trarre un duplice atteggiamento. Anzitutto la comunità è invitata a non scandalizzarsi e scoraggiarsi, quando scoprirà nel proprio seno il tradimento, perché è un’esperienza che Gesù per primo ha vissuto: il tradimento accompagna la Chiesa fin dalle origini. E il secondo avvertimento non è meno importante: la comunità e ciascuno di noi è invitato seriamente a non cullarsi su false sicurezze e a non presumere mai di sé, perché il tradimento è sempre possibile se non si è vigilanti nella preghiera.

Preghiamo

Preghiamo per Luciano, papà di Samuela, che ci ha lasciato ieri in un incidente sul lavoro.

3 pensieri su “martedì 22 marzo

  1. Elena

    Gesù conosce il mio cuore e la mia fragile essenza, eppure mi invita alla Sua tavola e mi offre del Suo pane di vita. Gesù conosce il tradimento, lo contempla come passaggio della nostra vita, lo supera e lo riempie con l’ amore ed il perdono. Non interviene, ma avvisa, lo stesso Pietro. Sa che anche lui, come Giuda e come me, ci caschera’ e dovrà crescere.ulteriormente nella fede.
    Gesù, figlio misericordioso di un Padre che è misericordia…. Tienici vicini al tuo cuore, in questo abbraccio lungo una vita….
    Mi unisco alla preghiera per Luciano e per la sua famiglia.

    Rispondi
  2. sr Rita

    Arriva un momento nella vita che non si vede l’ora che quello che deve capitare capiti.” Quello che devi fare, fallo presto”. Gesù non ne può più. Sta salutando i suoi, si è offerto in cibo e bevanda, ha lavato i piedi, ha lodato il Padre…adesso bisogna andare. Immagino che il suo cuore scoppi di amore e di dolore.
    Un congedo come ne vediamo tanti. Ma quello di Gesù è un congedo unico: un Dio che muore per mano dell’uomo per il quale muore.
    Prego per tutti i congedi: quelli che partono per il cielo, quelli che rimangono col dolore e quelli che non sanno come congedarsi e perché.

    Rispondi
  3. sr.Alida

    Guardo anch’io alla mia debolezza interiore,vorrei essere ,come Giovanni piu’ vicino a Gesu’..mentre si consegna..La fragile fedeltà di Pietro mi mette in guardia..mentre Gesu’ dice a ciascuno ” Ho desiderato mangiare questa Pasqua con voi “Chiedo a Lui di aiutarmi a vivere guardandolo non solo con ammirazione ,ma anche di imitazione ,nel quotidiano ,come ci insegna il nostro Fondatore ,il Palazzolo….Prego per chi in un momento di disperazione si toglie la vita, per Luciano..e Samuela con i familiari ,per Roberto in un tempo di depressione,Per le !3 giovani studenti morte in Spagna (di cui 7 italiane) in un incdende stradale ,per le loro famiglie ,e per l’autista.per le nostre intenzioni di oggi e per ogni vicenda di dolore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.