martedì 21 aprile

di | 20 Aprile 2020

Lc 19,41-44       

41Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa 42dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 43Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; 44distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Commento

Gesù vicino alla città di Gerusalemme. E quando la vede piange su di essa. È un Gesù umano. Gesù visita il suo popolo e in questa visita entra fino in fondo nella storia di questo popolo, del suo popolo. E non solo del popolo degli ebrei, ma di ogni popolo che soffre. Gesù partecipa del pianto di tutta l’umanità per salvarla, per dare speranza. Ritengo che ogni pianto umano è ascoltato, amata e salvato da Dio. I pianti di questi giorni, il dolore di queste settimane e di tutti gli uomini e donne sono salvati dal pianto di Gesù su Gerusalemme. Gesù piange su Gerusalemme perché la città santa, la città della pace sognata, non ha compreso la visita dell’uomo della pace che è Gesù. la pace non è una “situazione”, ma piuttosto un’ “azione”. La pace è “fare la pace” – o riceverla! – incessantemente. Farla crescere in noi, tra noi e con tutti. La pace è la pienezza della carità. Siamo ben lontani da una pace intesa miseramente – anche se è già molto! – come “non guerra”. Ebbene, il Vangelo di Gesù, il Vangelo che è Gesù, è la pace. “Comprendere” la pace è accogliere e camminare nella via del Vangelo. Non riconoscere “il tempo in cui sei stata visitata” – alla lettera “il tempo della tua visita”, produce solo l’incapacità da parte dell’uomo di costruire la pace. Qui la conversione è intesa come il  riconoscere che Gesù è “la visita” di Dio alla nostra povera condizione, che attende la salvezza.

Preghiamo

Preghiamo per gli amici ancora ammalati.

4 pensieri su “martedì 21 aprile

  1. sr rita

    “…non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”.
    Gesù ha un bel dire e un bel piangere sulla città dove vive il suo popolo.
    Ma questo popolo non vede, non capisce cosa gli succederà. Il suo sguardo e il suo cuore probabilmente sono altrove. Come ai nostri giorni. Lo sguardo di Gesù è lungimirante. Il nostro è fermo al presente. Al massimo pensa con rimpianto al passato o con timore al futuro.
    Ma per leggere l’oggi con sapienza abbiamo bisogno di un più di Spirito Santo. E Gesù ce lo ha promesso e ce lo darà. Ci sia dato avere le mani e il cuore aperti per riceverlo.

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  2. sr Alida

    Donaci ,Signore di riconoscere la tua visita …prego con voi per tutti gli ammalati ..

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  3. Elena

    È bella questa pagina ! Credere nella pace, nella pace vera, per saperla riconoscere ed accogliere, per saperla vivere ed offrire come generata continuamente dall’amore di Dio per noi. Quanto bisogno abbiamo oggi di una pace profonda, una pace che sia affidarsi con fiducia al Padre, una pace che ci faccia attraversare gli eventi senza paura di perderci, una pace sulla quale lavorare con umanità e sapienza per ricostruire quanto è andato perduto delle nostre piccole vite. Senza mai perdere di vista la fonte di ogni pace che visita la nostra esistenza. Preghiamo per chi è ancora ammalato, per chi è triste e fatica nella solitudine di questi giorni.

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  4. Anonimo

    Mi viene in mente leggendo questa Parola e il suo commento a ciò che diceva Madre Teresa di Calcutta… Noi siamo una goccia nell’oceano, ma senza quella goccia l’oceano non sarebbe lo stesso…

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