martedì 2 luglio

di | 30 Giugno 2015

home2 Esodo  12,21-28

21 Mosè convocò tutti gli anziani d’Israele e disse loro: «Andate a procurarvi un capo di bestiame minuto per ogni vostra famiglia e immolate la pasqua. 22 Prenderete un fascio di issòpo, lo intingerete nel sangue che sarà nel catino e spruzzerete l’architrave e gli stipiti con il sangue del catino. Nessuno di voi uscirà dalla porta della sua casa fino al mattino. 23 Il Signore passerà per colpire l’Egitto, vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti: allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire. 24 Voi osserverete questo comando come un rito fissato per te e per i tuoi figli per sempre. 25 Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. 26 Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? 27 Voi direte loro: È il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case». Il popolo si inginocchiò e si prostrò. 28 Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero.

commento

introduciamo il tema della pasqua ebraica. Essa è celebrata in casa. tale parola è ripetuta più volte nel nostro testo, e mi sembra l’affermazione più interessante, quella della Pasqua come la festa più importante e contemporaneamente come festa di famiglia.  Nella lettura “cristiana” di questi avvenimenti, la profezia del sangue del Signore è evidentemente molto forte. in ebraico la parola culto è molto forte e significa  “servizio” quindi opera di un servo. Non un rito astratto ma l’eterna riconoscenza del popolo di Dio espressa con parole e segni rivolti al Signore, espressa come servizio a Dio di una comunità.  La domanda che  i figli devono rivolgere ai loro genitori dice in modo efficace il compito che ogni generazione ha come sua suprema responsabilità, e cioè quella di trasmettere alla generazione che segue la memoria delle meraviglie operate da Dio, e quindi la fede.  per il momento ci fermiamo qui. ci fermiamo al preludio della pasqua.

preghiamo

preghiamo per tutti i giovani e le giovani che vivono momenti difficili della loro vita.

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

2 pensieri su “martedì 2 luglio

  1. elena

    Sì avvicina la Pasqua nella memoria del popolo ebraico. Il culto si fa memoria di un Dio che non abbandona ma è presente e vivo e salvifico per colui che crede. Rinnova Signore la nostra fede e permettile di esprimersi nella verità, poiché il culto sia manifestazione di una fede autentica e di senso. Una preghiera per tutti i viaggiatori che in questi giorni vanno in vacanza e cercano un poco di pace e di ristoro. Perché il Signore li accompagni. Mi unisco alle vostre intenzioni di preghiera. Elena

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  2. suor Rita

    Il racconto che gli israeliti dovranno fare ai loro figli è l’esperienza del passaggio pasquale. Il sangue del capretto sugli stipiti delle porte- preludio di Cristo immolato – è un salvacondotto per gli ebrei. L’Angelo dello sterminio passa oltre. Questo i padri possono raccontare ai figli: noi siamo stati scampati dalla morte grazie a questo sangue. Oggi, noi cristiani, possiamo annunciare alle nuove generazioni come Gesù abbia salvato noi, le nostre famiglie, il nostro popolo col suo sangue versato sulla croce e ogni giorno riofferto nell’Eucarestia.
    Che la nostra esistenza sia un vero racconto di questa esperienza salvifica.
    Preghiamo per mio cugino Mario che dopo due mesi in rianimazione, oggi ha subito un nuovo intervento chirurgico.

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