martedì 18 aprile

di | 17 Aprile 2017

 Matteo 17,9-13

9 Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». 10 Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11 Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. 12 Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». 13 Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Commento

riprendiamo il nostro commento a Matteo, da dove l’avevamo lasciato, cioè dalla trasfigurazione. il testo dice mentre scendevano dal monte e indica la discesa dal monte della trasfigurazione. Gesù dice che di questa visione non se deve parlare. Vorrei con voi cercare di capire perchè non se ne deve parlare, in fin dei conti è una cosa bella e quindi come tutte le cose belle vanno raccontate. I commenti alla bibbia parlano di “segreto messianico” cioè della prudenza che deve essere mantenuta per non degradare l’evento di Gesù in un clamoroso fatto mondano, un fatto banale, clamoroso e quindi in una delle tante potenze che dominano la storia. Gesù è sempre più convinto che la sua vicenda e la vicenda del regno di Dio non è un fatto clamoroso, ma un fatto nascosto, di cui se ne può parlare dopo la resurrezione. Quindi potremmo pensare che ormai noi ne possiamo parlare ma il senso delle parole di Gesù è che la notizia del risorto può e deve incoraggiare tutte le generazioni a portare il dolce giogo di Gesù che è la sua croce, segno di quell’amore per l’umanità che porta il Figlio di Dio alla sua Pasqua e sostiene la testimonianza di tutti i suoi discepoli in tutte le generazioni della storia. Possiamo dire così: l’evidenza della fede non è nel suo clamore, ma nel suo amore. Cioè nel dono di sé. Infatti Matteo dice “così anche il figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro”. Questo è di estrema importanza per capire come e dove si colloca la testimonianza cristiana, di ogni cristiano e della comunità ecclesiale, essa si colloca la dove la vita è dono, tra il dono- martirio del Battista e la Pasqua del Signore. Sorretti dalla luminosa speranza della resurrezione di Gesù e della resurrezione di ogni uomo e donna della terra in Gesù, i discepoli portano la loro croce e lo seguono.

Preghiamo

preghiamo per don Giorgio.

4 pensieri su “martedì 18 aprile

  1. sr Rita

    La storia di Gesù non si può identificare solo coi momenti di gloria, coi miracoli, col successo di alcuni momenti. Ci sono tempi, ore, esperienze nella vita di Gesù che non si vorrebbero conoscere né accettare. Ma Gesù è tutto un insieme. Pertanto non si può raccontare Gesù solo partendo dal Tabor, ma considerare la sua vita tutta intera. Ci aiuti il Signore a fare della vita di Gesù e ella nostra vita un tutt’uno, dando ad ogni evento il senso salvifico che possiede. Preghiamo per la mamma di Sr Marilina, la nostra economa Generale, che è gravissima.

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  2. Elena

    Come spiegare la trasfigurazione? Come affrontare persone i cui interessi sono solo potere e giochi politici, ma anche ottusità e ignoranza? Allora è chiaro l’ammonimto al silenzio, alla prudenza. Si sa, a volte non e ancora il tempo di parlare di cose tanto delicate, grandi e belle. Incomprensibili ai più.
    Possiamo anche noi custodire e fare lievitare nel cuore l’amore che Gesù ci ha insegnato, per espanderlo e farne dono, a nostra volta, nel tempo migliore. Nel tempo giusto.
    Preghiamo per don Giorgio e per la mamma di Sr Marilina, il Signore è tanto grande….

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  3. sr Alida

    Mi fermo su alcuni vostri pensieri : l’evidenza della fede ,non è nel clamore,ma nell’amore ,nel dono di sè .La vita di Gesu’ è un tutt’uno tra momenti di gloria e di croce .Prego anch’io perchè possiamo dare senso salvifico ad ogni evento …mi unisco alla preghiera per don Giorgio e per la mamma di sr .Marilina …

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  4. Silvia

    Anche se in ritardo, auguro a tutti voi un gioioso tempo di Pasqua! Ne sul monte Tabor ne sul monte Golgota, luogo della croce ma anche della Resurrezione, si può restare, bisogna andare, correre a portare quell’annuncio che è Gesù stesso, sulle vie dei nostri giorni, sulle vie delle nostre Galilee! Ancora buona Pasqua! Cristo è Risorto!

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