Martedì 17 aprile

di | 16 Aprile 2018

profeta geremia iconaGer 24,1-10                                           

1 Il Signore mi mostrò due canestri di fichi posti davanti al tempio, dopo che Nabucodònosor re di Babilonia aveva deportato da Gerusalemme Ieconia figlio di Ioiakìm re di Giuda, i capi di Giuda, gli artigiani e i fabbri e li aveva condotti a Babilonia. 2 Un canestro era pieno di fichi molto buoni, come i fichi primaticci, mentre l’altro canestro era pieno di fichi cattivi, così cattivi che non si potevano mangiare. 3 Il Signore mi disse: “Che cosa vedi, Geremia?” Io risposi: “Fichi; i fichi buoni sono molto buoni, i cattivi sono molto cattivi, tanto cattivi che non si possono mangiare” 4 Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: 5 “Dice il Signore Dio di Israele: Come si ha riguardo di questi fichi buoni, così io avrò riguardo, per il loro bene, dei deportati di Giuda che ho fatto andare da questo luogo nel paese dei Caldei. 6 Io poserò lo sguardo sopra di loro per il loro bene; li ricondurrò in questo paese, li ristabilirò fermamente e non li demolirò; li pianterò e non li sradicherò mai più. 7 Darò loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il Signore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se torneranno a me con tutto il cuore. 8 Come invece si trattano i fichi cattivi, che non si possono mangiare tanto sono cattivi – così parla il Signore – così io farò di Sedecìa re di Giuda, dei suoi capi e del resto di Gerusalemme, ossia dei superstiti in questo paese, e di coloro che abitano nel paese d’Egitto. 9 Li renderò oggetto di spavento per tutti i regni della terra, l’obbrobrio, la favola, lo zimbello e la maledizione in tutti i luoghi dove li scaccerò. 10 Manderò contro di loro la spada, la fame e la peste finché non scompariranno dal paese che io diedi a loro e ai loro padri”.

Commento

Questo capitolo gira attorno alla simbologia dei due cesti di fichi, uno buono l’altro pieno di fichi cattivi. Probabilmente il testo si colloca ed è stato scritto dopo la deportazione in Babilonia. questi fichi sono l’immagine della diversa sorte tra chi ha obbidito alla volontà di Dio manifestata dal profeta, e quindi è andato in esilio, e chi a tale volontà si è opposto e ha resistito. Di questi fichi si sottolinea con enfasi la bontà dei primi e la cattiveria degli altri. Il testo è anche un grande poema di gioia per la vicenda degli esiliati che ritornano a casa.  Il demolire da parte del Signore si rivela come principio di una ricostruzione nuova e straordinaria. Così è anche il senso di questo “condurre” il popolo: è un “ricondurlo” alla Terra dopo l’esilio. Ma questo ritorno non è la restituzione del passato, ma una condizione totalmente nuova.  Noi crediamo questo quando pensiamo alla resurrezione: è nato qualcosa di nuovo. Tutto deve ri-nascere a novità!

Preghiamo

Preghiamo per la chiesa

2 pensieri su “Martedì 17 aprile

  1. . Elena

    Credo il Signore ci offra molte opportunità per ri-nascere nella vita. Ci offre luoghi, incontri, esperienze, sempre intrisi del suo amore pee noi. Preghiamo per chi non riesce a vedere le opportunità e neanche l’amore di Dio dietro ad ogni vicenda umana.

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  2. sr Rita

    Darò loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il Signore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se torneranno a me con tutto il cuore.
    Ancora oggi, Signore, realizza per noi e per tutta la chiesa questa tua promessa. Preghiamo per la pace del mondo peri governanti che si stanno mettendo in una guerra dagli esiti imprevedibili.

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