martedì 15 settembre

di | 14 Settembre 2020

At 26,1-8                                                  1 Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa». Allora Paolo, fatto cenno con la mano, si difese così: 2 «Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi difendere oggi da tutto ciò di cui vengo accusato dai Giudei, davanti a te, 3 che conosci a perfezione tutte le usanze e le questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza. 4 La mia vita, fin dalla giovinezza, vissuta sempre tra i miei connazionali e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; 5 essi sanno pure da tempo, se vogliono darne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto secondo la setta più rigida della nostra religione. 6 E ora sto qui sotto processo a motivo della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, 7 e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. A motivo di questa speranza, o re, sono ora accusato dai Giudei! 8 Perché fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti?

Commento

Inizia la difesa di Paolo di fronte al re Agrippa. Credo si debba ritenere l’apprezzamento che Paolo rivolge al re Agrippa non solo come una cortesia, ma come un’occasione preziosa per l’Apostolo che ritiene di avere ora la possibilità di spiegare la sua vicenda e la sua posizione a persone che conoscono bene sia la sua storia personale, sia gli elementi fondanti della fede ebraica. Così Paolo ricorda la sua vita totalmente impegnata sin dalla giovinezza secondo le rigorose esigenze della parte più impegnata del popolo ebraico, e cioè la setta dei farisei. Poi rivendica la notorietà della sua persona presso tutto il mondo giudaico. E in questo sembra pretendere che tale riconoscimento sia ora confermato! C’è continuità, e non frattura o rinnegamento, tra quel passato farisaico e la sua attuale professione di fede! Egli infatti, dice che è totalmente legato alla grande “speranza” di Israele, speranza di cui, nella loro assoluta fedeltà, le “dodici tribù”, e cioè l’intero popolo di è legato. E tale fedeltà viene da Paolo confermata e implicitamente lodata. Dica il re Agrippa come mai di questa speranza Paolo viene ora accusato dai Giudei. Come mai questa incongruenza? Non è dunque Paolo a spezzare la fedeltà di Israele, ma lo sono i suoi persecutori! Ed ecco infine la domanda severa che sembra coinvolgere tutti, anche il re Agrippa: “Perché fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti?”. E’ implicito e sottinteso che i Giudei sono i veri negatori della loro fede e della loro speranza.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i malati.

3 pensieri su “martedì 15 settembre

  1. sr Alida

    Paolo è un vero uomo …la verità nel suo passato e presente sono un cammino ,è diventato un vero cristiano ,consapevole di cosa comporta ma abbastanza ,soddisfatto di essere credere e di testimoniare Gesù…Signore nel tuo amore rendici cosi umili e veri credenti …Mi unisco alla preghiera per tutti gli ammalati …Una preghiera per Concetta e Carolina che ci hanno lasciato e per i loro cari .

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  2. Elena

    Perché è così impossibile, impensabile, inconcepibile credere che Dio può tutto? Paolo lo chiede ad Agrippa, noi lo chiediamo a noi stessi quando dubitiamo e restiamo nelle nostre paure? Preghiamo per gli ammalati, per Carolina e Concetta, per Bruna che oggi subirà un piccolo intervento.

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  3. sr rita

    La consapevolezza della propria storia personale diventa luogo di lode a Dio testimonianza della verità. Non tutti colgono questa testimonianza, ma il cuore di chi la offre è gradito a Dio.
    Oggi festa della Madonna Addolorata, patrona della mia famiglia religiosa, sia una occasione per credere a un eroico amore filiale e materno che abbiamo contemplato ai piedi della Croce di Gesù.

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