martedì 11 luglio

di | 10 Luglio 2023

Matteo 12,15-21

Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti 16e impose loro di non divulgarlo, 17perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
19 Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
20 Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto
trionfare la giustizia;21 nel suo nome spereranno le nazioni.

Commento

I farisei tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. Decidono di uccidere Dio perché ama l’uomo. E Gesù si ritira, sembra che per il momento non vuole affrontare i farisei. Questo è lo stile di Gesù quando viene minacciato. Egli non desidera lo scontro frontale perché non è venuto per sconfiggere l’uomo, ma per salvarlo. Ma anche se ritirato in luogo in disparte non rinuncia alla sua parola, al suo annuncio. La missione di Gesù non corrisponde alle attese di un messia vincente e acclamato. Egli porta a compimento tutte le promesse della storia della salvezza come Servo sofferente del Signore usando unicamente i mezzi dell’amore. I verbi del testo di Isaia “non contenderà, non griderà, non spezzerà, non spegnerà” ci assicurano che Gesù non ha fatto del male a nessuno. E’ stato invece mite, umile, buono e comprensivo con tutti. Egli non è un conquistatore di popoli che travolge tutto e tutti, ma salva la vita e rianima la speranza dei più deboli. L’umanità malata e peccatrice non ha bisogno di urla e di minacce, ma di conforto e di misericordia.Gesù è la manifestazione della bontà di Dio per tutti gli uomini.

Preghiamo

Preghiamo per Angelo

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