Martedì 1 settembre

di | 1 Settembre 2015

home2Rut 2,4-13    

4 Proprio in quel mentre Booz arrivava da Betlemme. Egli disse ai mietitori: «Il Signore sia con voi!». Ed essi gli risposero: «Ti benedica il Signore!». 5 Booz disse al sovrintendente dei mietitori: «Di chi è questa giovane?». 6 Il sovrintendente dei mietitori rispose: «È una giovane moabita, quella tornata con Noemi dai campi di Moab. 7 Ha detto di voler spigolare e raccogliere tra i covoni dietro ai mietitori. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora. Solo adesso si è un poco seduta in casa». 8 Allora Booz disse a Rut: «Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo. Non allontanarti di qui e sta’ insieme alle mie serve. 9 Tieni d’occhio il campo dove mietono e cammina dietro a loro. Ho lasciato detto ai servi di non molestarti. Quando avrai sete, va’ a bere dagli orci ciò che i servi hanno attinto». 10 Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: «Io sono una straniera: perché sono entrata nelle tue grazie e tu ti interessi di me?». 11 Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che prima non conoscevi. 12 Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». 13 Ella soggiunse: «Possa rimanere nelle tue grazie, mio signore! Poiché tu mi hai consolato e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave».

Commento

I saluti che intercorrono dentro questi versetti ci dicono quanto siano importanti le relazioni tra le persone e quanto la scrittura sacra ci tenga a far emergere che in queste relazioni è coinvolto anche il Signore. Possono essere semplici relazioni tra servi, quella più intensa tra Rut e Noemi e quella dolcemente interessata tra Rut e Booz. Quindi anche se vedova e straniera Rut tenta di costruire un futuro proprio a Betlemme, la terra del Messia. Rut diventa il capostipite di chi crede che l’amicizia e l’amore vanno al di là di ogni pregiudizio di razza e appartenenza. Rut non è così ingenua nel credere che questa nuova appartenenza sarà come un’ autostrada lunga, bella e diritta. Sa che dovrà affrontare la diversità e sa che la diversità ti segna nel profondo. Andare oltre non è facile e scontato. Non credo nemmeno io al facile incontro con chi è diverso, con ogni forma di diversità. Soltanto con un saluto rispettoso, con un dialogo franco e con una benedizione nel cuore posso incontrare l’altro. E magari la prima cosa che incontro dell’altro è la sua sofferenza per la sua diversità. In questo tempo in cui risuonano forti le voci dell’appartenenza, della diffidenza e anche dell’odio, avremo noi il coraggio di ascoltare la voce di chi vuole vivere e amare dentro le differenze? Rut è straniera in quella terra non solo perché appartiene ad un altro popolo, ma perché portatrice di valori che sono estranei, stranieri, perdenti come l’amicizia senza calcolo, l’ appartenenza che va oltre il sangue, la razza che viene messa in secondo piano. Insomma Rut è una donna coraggiosa e quindi fonte di benedizioni.

Preghiamo

Preghiamo per Anna e suo marito che oggi viene operato.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

3 pensieri su “Martedì 1 settembre

  1. sr Rita

    Booz prende la scena in questo racconto e si fa portavoce di un popolo accoglitore, espressione di valori umani e religiosi che rendono buone le relazioni e ospitale ogni amicizia. Rut è benedetta per come si è comportata con Noemi: il coraggio di lasciare, partire, entrare in un nuovo contesto-cultura-religione fa di questa straniera una figura portante, un modello anche per i nostri giorni. Come per incanto, Rut incontra sul suo nuovo cammino comprensione, facilitazione, accoglienza….cose che preparano l’amore che nascerà tra lei e Booz. E così la storia del popolo di Israele si intreccia con figure “diverse” da quelle previste nei canoni dell’appartenenza. Dio apre cammini, spazi vitali e genera salvezza.
    Preghiamo perché impariamo a comprendere le diversità e coglierne la ricchezza.

    Rispondi
  2. elena

    Dio è come l’acqua, mi vien da pensare… Riesce a scolpire la pietra e riesce ad infilarsi dappertutto. Anche nelle situazioni più ardue e difficili, il suo amore è vincente. Si esprime attraverso molte voci e volti, utilizza linguaggi stranieri e stupefacenti, ma sa sempre come raggiungerti!
    Rutelli benedetta per il sui amore… ci insegna la fatica di una scelta di amore incondizionato e viene ricolmata dello stesso grande amore accogliente di cui è portatrice. E nella vita è davvero così. L’amore si dilata e si espande. A volte prende aspetti inconsueti ma sempre come l’acqua permea sempre più realtà circostanti.
    Così sia anche per noi, capaci di guardare oltre il recinto del proprio orto e capaci di accogliere con tenerezza , con coraggio e con determinazione anche le differenze.
    Prego con voi per il marito di Anna ed affido alle preghiere di tutti il mondo delle badanti. Un esercito di donne forti e coraggiose in terra straniera. Un esercito di speranze al servizio dei nostri anziani , perché il rispetto e la tenerezza di una buona accoglienza le faccia sentire un poco a casa.
    Elena

    Rispondi
  3. giuliorussi

    E’ di stamattina la notizia di un duplice assassinio, in Sicilia, probabilmente da parte di un profugo ivoriano.
    Marito e moglie sono stati uccisi nella loro casa.
    E politica e stampa, si scatenano.
    L’accoglienza, la disponibilità, la salvezza dei profughi e degli emigranti, si scontra con atti che sembrano incomprensibili.
    Quanto è successo (e anche quanto potrà succedere) ci interroga profondamente.
    Non ho risposte, se non una riflessione dettata dal passo biblico odierno.
    “sta’ insieme alle mie serve. Tieni d’occhio il campo … Ho lasciato detto ai servi di non molestarti. Quando avrai sete, va’ a bere …”. Questo dice Booz a Rut.
    L’accoglienza non può diventare abbandono.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.