martedì 1 maggio

di | 30 Aprile 2018

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Commento

Solo poche righe perché non sto bene. Storicamente il primo maggio è una festa laica, nata per sottolineare le conquiste operate dai lavoratori grazie a lotte sindacali che, nel passato, hanno coinvolto molte persone e causato molta sofferenza. A questa commemorazione la Chiesa ha voluto aggiungere una sensibilità spirituale, un approccio di fede, proprio a partire dall’esperienza di lavoro vissuta dal Signore Gesù e da suo padre Giuseppe. Nei vangeli, Gesù è conosciuto con il mestiere trasmessogli dal padre, quello di carpentiere abile nella lavorazione del legno ma capace, come si usava allora, a fare altri lavori inerenti all’edilizia. Stupisce il fatto che Dio abbia lavorato con le sue mani, scegliendo un’occupazione impegnativa, da artigiano appunto, che ha svolto per gran parte della sua vita. Nella Bibbia il lavoro dell’uomo aiuta Dio a completare la Creazione, diventa il modo che l’uomo ha di assomigliare al Dio artigiano che costruisce il Cosmo. Lavorare perciò, dona a noi la dimensione della dignità prima ancora che garantirci il sostentamento col guadagno.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i lavoratori

3 pensieri su “martedì 1 maggio

  1. sr Rita

    Per per tutti i lavoratori, ma tu Don Sandro non è il CASO DI FERMARTI UN POCO DAL LAVORO PRENDERTI CURA DI TE? Dio in Gesù ha sperimentato la fatica e la creatività del lavoro umano. Che ci sia lavoro degno per ogni figlio di Dio su questa terra ricca di beni e di opportunità.

    Rispondi
  2. srAlida

    Non è costui il figlio del falegname …. da dove vengono tutte queste cose ? Penso che Gesù ha imparato molto anche da Giuseppe…come impegno lavorativo ma anche come cuore e modo nel compierlo ….Certo pensare che è un Dio all’opera è grande .Prego per chi ancora è senza lavoro e per i lavoratori ,per il mondo del lavoro in se che vi sia onestà .Don Sandro mi sa davvero che devi prenderti cura un po’ anche di te…..ti auguro tempo per riprenderti e riposare un po’….

    Rispondi
  3. . Elena

    Il lavoro oggi è un dono, una grazia. Prego perché i giovani possano avere questa grazia che ha fatto di noi uomini e donne pieni di talento e creatività, che ci dato di che vivere e crescere le famiglie, che ci ha permesso di misurarci con la vita e l’umiltà dell’apprendere sempre! Gesù insegna!
    Prego per tutti i lavoratori e per chi, come te Sandro, lavora troppo. Prego per i giovani e per i disoccupati, perché non si demotivino e si spengano ancor prima di aver vissuto. Prego per Mounir, perché col lavoro abbia un’opportunità di permesso di soggiorno e di una vita migliore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.