lunedì 6 novembre

di | 6 Novembre 2017

lettera ai romaniRm, 2,12-16      

12Tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge, con la Legge saranno giudicati. 13Infatti, non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge saranno giustificati. 14Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. 15Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

 Commento

Abbiamo visto come tutta l’umanità è sotto questa attesa di un giudizio. Abbiamo visto anche come non vi è nessuno che è “esente” da questo giudizio. Ora vediamo come esiste una legge scritta che condanna e una legge naturale che salva.  Sia i pagani che i giudei  saranno giudicati. Però dobbiamo considerare due elementi di grande rilievo. Il primo riguarda “i pagani”. Capita che essi, “che non hanno la Legge di Mosè ,a volte per natura agiscano secondo la Legge”, perché “pur non avendo la Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori”! Dunque, l’intera umanità porta in se stessa il segreto di Dio, la sua traccia. Paolo sta cercando di dimostrare che la vera legge che salva è quella scritta nel cuore dell’uomo e che è la sua coscienza che diventa capace di ascoltare Dio. se io divento capace di ascoltare Dio che parla nel mio cuore per paradosso non ho più bisogno della legge scritta. Paolo recupera tutta la dimensione della legge di Mosè, quando ci dice che chi conosce e pratica questa legge non deve diventare giudice di chi non la conosce, ma deve praticarla con umiltà. Noi che conosciamo la nostra etica cristiana non dobbiamo diventare giudici di chi non la conosce, ma guardare nel profondo del nostro cuore per scoprire la legge di Dio che è scritta in noi  e guardare al cuore di ogni uomo per scorgervi la legge della propria coscienza.

Preghiamo

Preghiamo per Silvia

3 pensieri su “lunedì 6 novembre

  1. . Elena

    Il bene e il male un uomo li riconosce nel suo cuore. Nessuno può essere giudice degli altri, solo Dio che vede e conosce il cuore di ciascuno può giusicare. E sotto questo giudizio ci passiamo tutti un giorno! Ma vivere in modo buono, positivo, ricco di umanità e di attenzione per la vita di tutti è per oggi. Dacci Signore, la capacità di discernere ciò che è buono da ciò che non lo è, per la vita nostra e di chi ci è vicino. Noi cristiani dovremmo avere un strada chiara già indicata dal Vangelo. Che possiamo intraprenderla con coraggio, umiltà e fede. Preghiamo per Silvia.

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  2. sr Alida

    Grazie per il commento don ,trova risonanza positiva in me ,rinnovare la consapevolezza che la legge naturale in noi è la traccia di Dio ,e che ognuno per grazia è abitato..Rendi Signore il nostro cuore docile alla Tua presenza in ciascuno ,un cuore che ascolta e che vive con umiltà coraggio e fede questo dono , .mi unisco alla preghiera per Silvia

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  3. sr Rita

    Siamo figli di Dio, perciò la sua legge-volontà-parola abitano in noi naturalmente. Mi pare che il posto principale in tutto questo spetti alla formazione della coscienza e alla libertà che è propria dell’uomo: conoscere, scegliere, agire secondo coscienza libera e retta. Questa formazione è compito di ogni persone per se stessa ma anche di ciascuno come servizio verso gli altri, soprattutto i piccoli e i giovani. Preghiamo per Sr Anna che domani ascia definitivamente il Brasile e torna in Italia.

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