lunedì 5 ottobre

di | 4 Ottobre 2015

home2 Osea 12,9-15                                                                                          

9 Efraim ha detto: “Sono ricco, mi son fatto una fortuna; malgrado tutti i miei guadagni non troveranno motivo di peccato per me”. 10 Eppure io sono il Signore tuo Dio fin dal paese d’Egitto. Ti farò ancora abitare sotto le tende come ai giorni del convegno. 11 Io parlerò ai profeti, moltiplicherò le visioni e per mezzo dei profeti parlerò con parabole. 12 Se Gàlaad è una colpa, essi non sono che menzogna; in Gàlgala si sacrifica ai tori, perciò i loro altari saranno come mucchi di pietre nei solchi dei campi. 13 Giacobbe fuggì nella regione di Aram, Israele prestò servizio per una donna e per una moglie fece il guardiano di bestiame. 14 Per mezzo di un profeta il Signore fece uscire Israele dall’Egitto e per mezzo di un profeta lo custodì. 15 Efraim provocò Dio amaramente, il Signore gli farà cadere addosso il sangue versato e lo ripagherà del suo vituperio.

Commento

I peccati di ieri sono quelli di oggi, e noi non siamo migliori dei Cananei;  Ma, appunto, la salvezza viene a noi oggi, come un tempo ai nostri padri, e anzi a noi con quella pienezza di adempimento che  Osea nel suo Libro profetizza e che in Cristo si compie. Nel  brano di oggi viene enfatizzata l’importanza della missione dei profeti di ieri e di oggi, mandati dal Signore al suo popolo perché ogni generazione dei figli di Dio possa cogliere e accogliere il mistero della salvezza. In questo senso mi sembra di grande importanza il versetto che dice: io parlerò ai profeti moltiplicherò le visioni. Mi sembra quasi che ci sia come una necessità di un’abbondanza della parola dei profeti, come è abbondante la parola del Signore nei vangeli. Tale parola è annuncio di buona notizia, è vangelo ed è speranza che il popolo  possa comprendere e credere a  tale parola. I passaggi importanti della Parola di Dio che rende presente per noi oggi quello che i nostri padri hanno vissuto e che ci introduce negli stessi eventi sono  la memoria dell’antico Esodo e del dimorare del popolo nelle tende e nel deserto,  ancora la memoria di Giacobbe, la memoria di  Mosè. La convergenza di queste memorie attualizza ora per il popolo l’opera di salvezza di Dio che, per mezzo della predicazione profetica della Parola, nuovamente condurrà Israele nell’esilio del deserto, dove sarà custodito e dove ritroverà l’antico vincolo nuziale con il suo Signore.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i bambini che soffrono

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

3 pensieri su “lunedì 5 ottobre

  1. sr.Alida

    La Parola anche oggi racchiude una buona notizIa:” Sono il tuo Dio ti farò ancora abitare, parlerò… moltiplicherò…”Abbiamo così bisogno di annunci di bene edi speranza…Fà o Signore che non li dissolviamo sempre in altre fonti.che non ristorano il cuore …Ci riconduci nel deserto,ci custodisci ,lì dove possiamo ritrovarti. Lasalvezza ,che viene a noi ,oggi ,anche in passato ha sempre dimorato nelle nostre tende… Perchè l’altro/a viva donaci luce necessaria,la cura adeguata al nostro cuore e a quello di cui ci poni accanto.A tanti fratelli sparsi sulla terra.

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  2. sr Rita

    “Io sono il tuo Dio fin dal paese d’Egitto”. E’ buono che Dio ci ricordi la sua Signoria su noi, una signoria che non si è mai sottratta, neppure quando siamo stati schiavi di varie idolatrie, rimpianti, fatiche insopportabili. Dio ci sta vicino nella prova, ci offre libertà dalla schiavitù, ci conduce nell’esodo della riabilitazione, si rivela il nostro Dio di giorno e di notte, sotto varie forme. Sapessimo sentire questa Sua voce in ogni situazione: io sono il tuo Dio, da sempre, ricordi? E nel ricordare, si compie la nostra salvezza. Preghiamo per il Sinodo e per tutte le famiglie che aspettano da questo evento un aiuto per vivere il Vangelo della misericordia. Una preghiera anche per Gianbattista che sta passando un momento faticoso a livello personale e professionale.

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  3. laura Fumagalli

    Ricordarci che il Signore è da sempre il nostro Dio e che ci protegge, non smettendo mai di avere fiducia in noi nonostante i nostri errori e le nostre fragilità, ci dà speranza… noi non siamo creta inutile e nelle Sue mani, egli ci rimodella ogni volta, ci indica un cammino, che riprende nonostante tutto…
    Mi unisco alle preghiere, in particolare per il Sinodo, perché davvero la Chiesa sappia essere madre misericordiosa ed accogliente.

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