lunedì 30 settembre

di | 29 Settembre 2019

Lunedì 30 settembre ’19 – Salmo 81 – CANTO DEL PLENILUNIO

Anima mia, da’ lode anche per la notte. È la notte il tempo della coscienza, tempo del vedersi dentro. Notte, tempo di contemplazione e di rimpianto. Tempo di gemiti per la sempre nuova conferma di come lo stesso Iddio geme nella sua notte di amante tradito. «O Israele, se tu mi avessi ascoltato!». «Se tu mi ascoltassi, o uomo, chiunque tu sia». 

1 Al maestro del coro. Su «I torchi». Di Asaf.

2 Esultate in Dio, nostra forza,
acclamate il Dio di Giacobbe!

3 Intonate il canto e suonate il tamburello,
la cetra melodiosa con l’arpa.

4 Suonate il corno nel novilunio,
nel plenilunio, nostro giorno di festa.

5 Questo è un decreto per Israele,
un giudizio del Dio di Giacobbe,

6 una testimonianza data a Giuseppe,
quando usciva dal paese d’Egitto.
Un linguaggio mai inteso io sento:

7 »Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.

8 Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato;
nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.

9 Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi!

10 Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.

11 Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto:
apri la tua bocca, la voglio riempire.

12 Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha obbedito:

13 l’ho abbandonato alla durezza del suo cuore.
Seguano pure i loro progetti!

14 Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!

15 Subito piegherei i suoi nemici
e contro i suoi avversari volgerei la mia mano;

16 quelli che odiano il Signore gli sarebbero sottomessi
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre.

17 Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia».

Commento

Sembra una preghiera che Dio rivolge al suo popolo. È stranissimo che Dio preghi per qualcuno. Eppure questo salmo è una straordinaria e accorata supplica di Dio verso il popolo che egli ama. È come una madre che supplica il figlio di fronte alla durezza del suo cuore. Forse il salmo veniva cantato durante una delle feste liturgiche del calendario ebraico, tanto è vero che la preghiera è costruita attorno ad un inizio che è l’invito alla preghiera, poi segue la memoria delle meraviglie di Dio e per finire la supplica di Dio a non violare il comandamento dell’ascolto. La liturgia nella vita degli ebrei non è mai staccata dalla vita, ma ne è l’espressione che diventa preghiera. Qui la vita è chiamata a non dimenticare che Dio è uno solo, che non bisogna seguire altri dei e che il grande comandamento è quello dell’ascolto della volontà di Dio e non quella di altri dei. Israele non rispetta questi comandamenti ed è come in balia di se stesso, perde quel grande appiglio che è Dio Padre e di conseguenza cade in rovina. Anche per noi è importante questa capacità di ascolto costante della parola.

Preghiamo

Preghiamo per Anna

4 pensieri su “lunedì 30 settembre

  1. Sr Rita

    Se il mio popolo mi ascoltasse!
    Se Israele camminasse per le mie vie!
    Davvero questa esclamazione ha il tono del desiderio, della preghiera, dell’attesa di Dio nei confronti di noi uomini. Cosa non farebbe per noi Dio se lo ascoltassimo! Le nostre notti e le notti di Dio. Come si assomigliano! Proprio come succede a un padre/madre ea un figlio. L’uno sa che esiste l’altro e se ne preoccupa. Se ne occupa. Perché ci sia un bene per entrambi.

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  2. sr Alida

    “Ascolta popolo mio ” lo dice a ciascuno dei suoi figli ,ed è così facile perdere questo ascolto di Dio ,nella superficie di ogni giorno…..e ricordare i prodigi del Suo amore eppure c’è tanta nostalgia della Sua presenza di Padre e di madre che si prende cura ,nonostante noi ,o perchè siamo noi creature ….fragili scapestrate..che poco manteniamo un appiglio sicuro …Pregando per Anna ,prego perchè siamo più in ascolto della Sua presenza cosi da gustare i prodigi del Suo amore ….

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  3. Elena

    È bello pensare che il Signore preghi per noi, proprio come fanno i genitori. Nelle notti, quando il cuore ascolta se stesso, ricordarsi l’uno dell’altro, nell’ascolto amorevole e nel dialogo intimo della preghiera, unisce Dio all’umanità. Che possiamo accogliere la tua preghiera per noi, Signore. Preghiamo per Anna, per Valentina e la sua famiglia sempre provate da una vita dura e dalla malattia.

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  4. Anonimo

    Proprio ieri riflettevo sulla fatica dell’essere genitore.. Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi pensieri grandi.. Di pari passo… Li lasci fare, cadere, rialzarsi, sbagliare e tu lì ad attendere che capiscano, crescano, che la vita li plasmi… E il cuore è in fermento e non smette di posare il suo sguardo su loro anche se da lontano…. Allora mi sono domandata come fa Dio con tutti i suoi figli… Lì sempre con occhio vigile e cuore palpitante in mano che sorride, che abbraccia ma che tante volte sanguina e fa male perché non può intervenire sulla libertà dei suoi figli…Può solo attendere che si torni a Lui e ci si lasci riabbracciare e amare… Grazie mio Dio… Mi unisco alla preghiera per Anna

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