lunedì 28 ottobre

di | 27 Ottobre 2019

Salmo 104 – INNO ALLA CREAZIONE

Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so le laude, la gloria e l’onore e onne benedizione.
A te solo, Altissimo, se coniano  e nullo omo è digno te mentovare.
Laudate sie, mi Signore, cun tutte le tue creature… (dal «Cantico delle creature» di S. Francesco).

1 Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,

2 avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,

3 costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,

4 fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

5 Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.

6 Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.

7 Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.

8 Salirono sui monti, discesero nelle valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;

9 hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra.

10 Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,

11 dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.

12 In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.

13 Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.

14 Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra,

15 vino che allieta il cuore dell’uomo,
olio che fa brillare il suo volto
e pane che sostiene il suo cuore.

16 Sono sazi gli alberi del Signore,
i cedri del Libano da lui piantati.

17 Là gli uccelli fanno il loro nido
e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;

18 le alte montagne per le capre selvatiche,
le rocce rifugio per gli iràci.

19 Hai fatto la luna per segnare i tempi
e il sole che sa l’ora del tramonto.

20 Stendi le tenebre e viene la notte:
in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;

21 ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.

22 Sorge il sole: si ritirano
e si accovacciano nelle loro tane.

23 Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.

24 Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

25 Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi;

26 lo solcano le navi
e il Leviatàn che tu hai plasmato
per giocare con lui.

27 Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.

28 Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

29 Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.

30 Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

31 Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.

32 Egli guarda la terra ed essa trema,
tocca i monti ed essi fumano.

33 Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare inni al mio Dio finché esisto.

34 A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

35 Scompaiano i peccatori dalla terra
e i malvagi non esistano più.
Benedici il Signore, anima mia.
Alleluia.

Commento

Anche se il salmo è lungo ho voluto lasciarlo tutto interno, con un unico commento. Qualcuno afferma che questo salmo riprende alcuni canti di lode al Dio sole degli egiziani. Certo è che la prospettiva del nostro poeta è diversa perché il sole non è Dio ma è solo uno dei tanti segni dello splendore di Dio nel cosmo. Affascinato dalle meraviglie disseminate nel creato, il poeta parte dal cielo nel quale si accende una grandiosa manifestazione di Dio (vv. 1-4), contempla la terra e le acque, (vv. 5-9), passa alle innumerevoli manifestazioni della vita, generata dall’acqua sulla terra, piante, animali, creature di tutti i tipi. Si giunge, così, al mistero del tempo scandito dal sole e dalla luna, dalla vita notturna delle belve e da quella diurna dell’uomo. Il mare non è più il mostro caotico che tenta di demolire il creato, ma è un pullulare di navi e di pesci. Su tutto si stende lo spirito creatore di Dio che dà vita e sazietà e che, dall’alto del suo cielo, contempla pieno di gioia il suo capolavoro (vv. 27-34). E perché tutto canti la lode al Signore è necessario che il mondo sia purificato da tutti i profanatori e da tutti gli empi (v. 35).

Preghiamo

Preghiamo per il creato intero.

4 pensieri su “lunedì 28 ottobre

  1. Elena

    Unisco la mia preghiera per il creato, un universo di bellezza e di stupore, finché sarà nelle mani di chi ne rispetterà le armonie e di chi ne vorrà preservare l’integrità. Lode al Creatore….perché il nostro pianeta, con tutto ciò che lo abita e lo circonda, è di una bellezza smisurata…. e noi, forse, non ne siamo degni…

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  2. Pinuccia

    “Le hai fatte tutte con saggezza”
    Se mi guardi intorno scopro la tua presenza Signore che mi riempie di bellezza: guardate il creato ci mette in contatto diretto con Te! Che noi uomini prenderci troviamo il tempo per ammirare il creato e prenderci cura delle tue opere. Che la tua saggezza guidi i nostri passi di ogni giorno certi che provvederai a noi al tempo opportuno. Preghiamo per il creato intero.

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  3. sr Alida

    Questo salmo è stupendo ,penso che se l’uomo pensasse a quanto vi è qui compreso e pensasse al proprio cuore è impossibile non essere in cammino per conoscere il Signore Dio …Condividendo i vostri commenti prego per il creato, ringraziando il Creatore prego anche perchè la nostra superficialità di fronte a tanto amore e bene da parte di Dio non impedisca di coglierne l’essenziale ,che basta a vivere ed il cuore si volga ai veri beni che Egli ci dona ….Terminiamo di distruggere la vita ed il creato …

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  4. Sr Rita

    Leggere tutto il salmo da gusto si vede Dio che come un padre e una madre prepara la casa del mondo con cura,responsabilità e alegria. Beati noi che venendo al mondo troviamo una casa tanto bella. Amiamo questa casa,prendiamone cura e in essa riconosciamo la presenza buona del Signore. Preghiamo per quanto il sinodo sull’Amazzonia ha pensato e proposto.

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