Lunedì 22 agosto

di | 21 Agosto 2016

home2 siracide 11,10-13

Figlio, le tue attività non riguardino troppe cose:
se le moltiplichi, non sarai esente da colpa;
se insegui una cosa, non l’afferrerai,
e anche se fuggi, non ti metterai in salvo.
11C’è chi fatica, si affanna e si stanca,
eppure resta sempre più indietro.
12C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso,
chi è privo di forza e ricco di miseria,
ma gli occhi del Signore lo guardano con benevolenza,
lo sollevano dalla sua povertà
13e gli fanno alzare la testa,
sì che molti ne restano stupiti.

Commento

Questo descritto è uno dei mali del nostro tempo. Il fare troppe cose. Ho scritto male del nostro tempo, ma capisco che per molti di noi questo è inevitabile; più che male si dovrebbe parlare di inevitabilità. Anche quando pensiamo di ridurre gli impegni, quando pensiamo di scegliere alcune attività fondamentali o quando proviamo a fare delle scelte, ci accorgiamo che sono sempre tante le cose da fare. È una condizione esistenziale. L’unica consolazione è che già al tempo di Siracide vi era questa moltiplicazione di attività. Siracide prova a dare questa motivazione sul fatto di ridurre o non moltiplicare le attività umane: vi è come  una vanità dello sforzo umano che pensa di poter arrivare dappertutto. La vanità è il vuoto della vita, è il nulla. Chi moltiplica le proprie attività oltre le proprie forze alla fine non raccoglie nulla, rimane con il vuoto in mano. La seconda motivazione che siracide porta è legata al limite e ai poveri. Riconoscere di essere deboli e di aver bisogno di aiuto è un motivo di grande sapienza: il signore lo raggiungerà con la sua benevolenza. Il Signore solleva il povero dalla polvere, rialza chi è caduto. Credo che non riuscirò mai a staccarmi dalle mie tante attività, ma vorrei avere almeno il cuore sufficientemente semplice e umile per chiedere aiuto e per imparare a collaborare, per non rimanere con il vuoto tra le mani perché faccio troppe cose.

Preghiamo

Preghiamo per Anna e i volontari che sono in bolivia con  don Antonio.

3 pensieri su “Lunedì 22 agosto

  1. sr Rita

    “…gli occhi del Signore lo guardano con benevolenza, lo sollevano dalla sua povertà e gli fanno alzare la testa,sì che molti ne restano stupiti.” Questo fanno gli occhi del Signore quando guardano a noi. Questo potrebbero fare i nostri occhi, quando guardiamo il povero e chi vive con noi ogni giorno. Uno sguardo che solleva, che nobilita. che restituisce dignità. Donaci Signore uno sguardo che ” edifica”. E’ la memoria di Maria Regina del cielo e della terra. Ci avvolga con la sua tenerezza di madre.

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  2. sr.Alida

    Figlio ,le tue attività non riguardino troppe cose..
    Chiè debole ha bisogno di soccorso,gli occhi del Signore lo guardano con benevolenza.
    Questo correre un pò è inevitabile,è vero ,ma a volte tutto diventa urgente anche ciò che non lo è .Trovo che un conto è la sollecitudine ,un conto è la fretta..,correndo si rischia di essere indispensabili in tutto,meno motivazione nell’agire e piu’ superficialità .
    Sono utile non indispensabile!
    Lo sguardo benevolo del Signore ,si posa su tutti i poveri ,li solleva .sono tanti …Mi piace pensarlo all’opera facendosi Egli stesso aiutare dal Figlio ,dallo Spirito Santo e dalla Madre Maria ,che oggi ricordiamo come Regina. Ci aiuti il Padre ad avere lo stesso sguardo e la stessa collaborazione tra noi ,nel quotidiano ,a favore del povero in particolare , del bene ,della pace. Mi unisco alle intenzioni di oggi e per Anna e volontari ,in bolivia con don Antonio .una preghiera per le ultime stragi …

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  3. Elena

    Quante cosr da fare…. ricordo però anche le parole di Gesù rivolte alle due sorelle, Maria, rispetto a Marta che corre sempre indaffarata,si prende la parte migliore. A volte bisogna interrompere e fermarsi a meditare sul vero senso della nostra esistenza e su ciò che è davvero fondamentale… come l’attenzione all’altro.
    E prego con voi….

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