lunedì 21 settembre

di | 20 Settembre 2020

At 27,21-32                                                              

21 Da molto tempo non si mangiava; Paolo allora, alzatosi in mezzo a loro, disse: «Uomini, avreste dovuto dar retta a me e non salpare da Creta; avremmo evitato questo pericolo e questo danno. 22 Ma ora vi invito a farvi coraggio, perché non ci sarà alcuna perdita di vite umane in mezzo a voi, ma solo della nave. 23 Mi si è presentato infatti questa notte un angelo di quel Dio al quale io appartengo e che servo, 24 e mi ha detto: “Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare, ed ecco, Dio ha voluto conservarti tutti i tuoi compagni di navigazione”. 25 Perciò, uomini, non perdetevi di coraggio; ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato detto. 26 Dovremo però andare a finire su qualche isola». 27 Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell’Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l’impressione che una qualche terra si avvicinava. 28 Calato lo scandaglio, misurarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, misurarono quindici braccia. 29 Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno. 30 Ma, poiché i marinai cercavano di fuggire dalla nave e stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prua, 31 Paolo disse al centurione e ai soldati: «Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo». 32 Allora i soldati tagliarono le gómene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare.

Commento

In tutto il cap. 27 l’esistenza umana, nella sua storia di perdizione, diventa storia di salvezza. Tutto si può perdere in un naufragio o tutto si può salvare nello stesso naufragio. Dipende dall’uomo come vive il naufragio.  Il passaggio avviene tramite Paolo. Il suo volto e il suo Spirito è lo stesso del suo Signore che indurì il volto per camminare verso Gerusalemme e mettersi nelle mani di tutti per salvare tutti. Il racconto presenta il prigioniero Paolo che, pieno di fede, tiene a bada le forze del male. Dà consigli alla ciurma della nave e ai Romani. Garantisce a tutti salvezza nel e non dal naufragio; ed esorta tutti a prendere il cibo che salva dal pericolo di perire. Nonostante le forze ostili, sia degli uomini che della natura, siamo tutti destinati a salvezza grazie alla solidarietà del “giusto” con noi. Paolo è “il contrario di Giona che nella tempesta si nasconde e fugge via. Paolo è  il missionario che compie la sua missione a imitazione del Maestro, che già aveva salvato dalle tempeste i suoi discepoli in barca. Paolo, prigioniero per Cristo, è come Cristo: salva i suoi compagni prigionieri della morte.

Preghiamo

Preghiamo per Alessandro

2 pensieri su “lunedì 21 settembre

  1. sr Alida

    Paolo nel suo cammino di compimento ,solleva e incoraggia gli animi dei suoi compagni ….Per noi esempio di come si vivono crisi dolori tempeste .Mi unisco alla preghiera per Alessandro chiedo una preghiera per mio cugino Ottavio ora molto precario di salute ..e per mia nipote Ilenia trovi la sua strada nel cammino della vita …

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  2. Elena

    Tutto deve compiersi per volere di Dio. La paura fa scappare, fa disperare ed è più facile perdersi. La fede di Paolo è totale abbandono a ciò che il Signore gli preannuncia. E la mia com’è? Mi interrogo…
    Prego con voi per Alessandro, Ottavio, Ilenia, Luca e per tutti coloro che si affidano al Padre.

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