Lunedì 21 maggio

di | 21 Maggio 2018

profeta geremia icona Ger 38,1–13                                          

1  Sefatià figlio di Mattàn, Godolia figlio di Pascùr, Iucàl figlio di Selemia e Pascùr figlio di Malchia udirono queste parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo: 2 “Dice il Signore: Chi rimane in questa città morirà di spada, di fame e di peste, mentre chi passerà ai Caldei vivrà: per lui la sua vita sarà come bottino e vivrà. 3 Dice il Signore: Certo questa città sarà data in mano all’esercito del re di Babilonia che la prenderà”. 4 I capi allora dissero al re: “Si metta a morte questo uomo, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché questo uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male”. 5 Il re Sedecìa rispose: “Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi”. 6 Essi allora presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malchia, principe regale, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremia con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremia affondò nel fango. 7 Ebed-Mèlech l’Etiope, un eunuco che era nella reggia, sentì che Geremia era stato messo nella cisterna. Ora, mentre il re stava alla porta di Beniamino, 8 Ebed-Mèlech uscì dalla reggia e disse al re: 9 “Re mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremia, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame sul posto, perché non c’è più pane nella città”. 10 Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlech l’Etiope: “Prendi con te da qui tre uomini e fa’ risalire il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia”. 11 Ebed-Mèlech prese con sé gli uomini, andò nella reggia, nel guardaroba del tesoro e, presi di là pezzi di cenci e di stracci, li gettò a Geremia nella cisterna con corde. 12 Ebed-Mèlech disse a Geremia: “Su, mettiti i pezzi dei cenci e degli stracci alle ascelle sotto le corde”. Geremia fece così. 13 Allora tirarono su Geremia con le corde, facendolo uscire dalla cisterna, e Geremia rimase nell’atrio della prigione.

Commento

L’episodio dal punto di vista storico non è molto simpatico. Questo calare Geremia nella cisterna non è sicuramente una cosa bella per un profeta. Ma ci dice alcune cose della vita di corte. Il re risplende per la sua incertezza e la sua insipienza. In generale nella sacra scrittura tutti i re e i governanti, tranne qualche rara eccezioni, non si mostrano molto  saggi. In genere, presi dal potere e dalla sua onnipotenza pensano di poter fare tutto quello che a loro piace. Il “liberatore” di Geremia porta nel suo stesso nome – e anche nel suo essere eunuco –  una connotazione servile (Ebed Melek vuol dire Servo del Re), ed è uno straniero, quasi a dire che non è il potere che salva, ma il servizio. L’accusa rivolta contro Geremia è questa volta di particolare profondità. Dicono di lui i suoi accusatori che “non cerca la pace del popolo ma il male”, E per finire viene descritta la situazione di esilio e di minorità, di minoranza del popolo come una condizione da cui nasce la salvezza. Mi piace pensare che ancora una volta la sacra scrittura ribalta tutti i termini del problema: il piccolo si salva, il grande finisce

Preghiamo

Preghiamo per i sacerdoti

3 pensieri su “Lunedì 21 maggio

  1. . Elena

    Attraverso quali canali passa la nostra salvezza? Attraverso quali esilii? Attraverso quali valori?
    Certamente il pensiero di Dio va ben oltre i nostro! Preghiamo per i sacerdoti, per le comunità esiliate, per le minoranze che soffrono sotto dominio straniero. Preghiamo per chi non viene ascoltato perché accusato di dire cose cattive quando parla di verità che si preferisce non conoscere.

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  2. srAlida

    “il servizio ,il piccolo salva e salva altri ” Donaci ,Signore di dar valore a ciò che piccolo ,inevidente dove vi è nascosto anche un bene comune ..Mi unisco e condivido le vostre intanzioni

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  3. sr Rita

    Ieri ser in cattedrale abbiamo rinnovato i Voti religiosi assieme ai membri della Fraternità Luigi Palazzolo che hanno rinnovato la promessa di vivere il vangelo secondo il carisma del Palazzolo. Ringrazio il Signore che nel giorno di Pentecoste, alla vigilia della festa liturgica del Palazzolo ci ha permesso di rinnovare la nostra adesione a lui nel cuore di questa diocesi che ora è la mia chiesa locale.

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