lunedì 20 novembre

di | 19 Novembre 2017

lettera ai romaniRm 5,6-11                                            

6Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. 7Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 8Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Commento

Parto dalla questione che Gesù è morto per chi non se lo meritava! Già è difficile trovare uno che muore per un giusto, figuriamoci se troviamo qualcuno disposto a morire per una persona che ci ha fatto del male. Proviamo a ragionare con la nostra esperienza. Quante volte ci viene da valutare un’opera buona rispetto al destinatario e viene spontaneo pensare: non se lo merita; perché io devo fare il primo passo, perché io devo andargli incontro, perché io devo trattarlo bene. Ci sono delle persone che hanno una situazione tale per cui sembra che non meritino neanche di vivere, non meritano niente. Se uno dovesse dare la vita, rinunciare alla propria per un altro, certamente vorrebbe prima di tutto valutare per chi la dà la vita. Paolo vuole un po’ far scoppiare la nostra mentalità ricordandoci che quando Gesù è morto, nessuno se lo meritava perché, se se lo fossero meritati, non sarebbe morto. Ha fatto il passo iniziale, perdendo tutto, per gente che non se lo meritava affatto. Dio dimostra il suo amore, il suo “agàpe”, Egli, l’unico giusto, l’unico buono, l’unico senza peccato è morto per tutti quelli che non se lo meritavano, e in questo modo dimostra l’amore, perché non aveva bisogno e perché non ricambiava, non restituiva qualche cosa all’uomo.  L’amore di generosità inizia dove non si chiede niente in cambio e la gratuità assoluta è quella di Dio che ha iniziato questa storia senza chiedere niente in cambio e senza aspettarsi niente e non ha da restituire niente. E l’amore di donazione è quello che alla fine riconcilia il mondo.

Preghiamo

Preghiamo per la mamma di Angelo che ci ha lasciato

3 pensieri su “lunedì 20 novembre

  1. sr Rita

    …Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi . Di solito si dice che l’amore si vede, non ha bisogno di dimostrazioni. Invece Dio DIMOSTRA il suo amore per noi. Lo ringrazio e prego per Simone e Joao, una coppa che ieri ha sofferto per il secondo aborto spontaneo…e per la prima moglie di Joao che è stata imprigionata per aver picchiato la figlia piccola. Due famiglie disunite da anni ed ora accomunate da grandi dolori.

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  2. . Elena

    Dio non ha bisogno di noi, però ci regala la vita. Non ha bisogno che noi lo amiamo, però ci ama. Non ha bisogno che lo riconosciamo, Lui è. La gratuità e la grandezza del suo amore sono realtà talmente grandi e a volte incomprensibili. Ma Lui non ragiona come noi e solo un pensiero d’amore più alto può avvicinarci al suo modo di pensare la vita e la morte, l’amore e il sacrificio, il dolore e la gioia.
    Sono profondamente grata al Signore, anche per ciò che non capisco. Prego con voi per tutto il dolore che contengono i cuori di chi incontriamo, e conosciamo anche solo da un sentito, da un nome letto o pronunciato. E per il dolore di ogni cuore e di ogni vita.

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  3. sr.Alida

    Dio dimostra il Suo amore verso di noi….come non credere a questo amore ,così grande ,non si stanca mai di fare il primo passo verso noi,di farci rialzare da ogni caduta ,di sorreggerci nella speranza …Prego con voi per ogni situazione di dolore che conosciamo o non conosciamo Per la mamma di Angelo ed anche per Lucrezia una dipendente del Palazzolo di Milano che pure ci ha lasciato ;e per i suoi figli .

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