lunedì 18 maggio

di | 17 Maggio 2015

 Giovahome2nni 16,29-33

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Commento

È il Signore Gesù che deve parlare in modo più chiaro e non velato, oppure è il cuore dei discepoli che non vede chiaro, che vede in modo velato? Il vero problema sta infatti che non è il suo parlare ad essere “velato”, ma piuttosto la mente e il cuore dei suoi, come il testo di oggi chiaramente ci dice! Quindi il suo parlare in similitudini, in parabole, in immagini…è la genialità divina di comunicare cose supreme attraverso immagini tratte dalla vita degli ascoltatori. Sono loro che devono diventare “nuovi” e quindi in grado di cogliere quello che viene loro detto dal Signore. Riguardo  questa questione  noi, adesso, a che punto siamo?. Sembrerebbe di dover dire che tutto per noi si è compiuto, che non ci troviamo al punto in cui erano i discepoli quella sera…invece no! Oggi siamo nella loro identica situazione! Perché il mistero della sapienza e della potenza di Dio non si può mai dire di averlo svelato e chiaro…sino alla fine. La Chiesa oggi è nella situazione dei discepoli di quella sera, come ciascuno di noi. La Chiesa, quando la comunità ecclesiale è umile e sapiente,   dona questa divina parola ad ogni uomo di buona volontà . Forse l’atteggiamento giusto in cui metterci non è quello di pensare di svelare tutto del vangelo e dell’opera di Dio, ma quello di stare in atteggiamento di preghiera vigilante per cogliere un barlume di questa parola. Questo cammino di preghiera ha anche il vantaggio che ogni giorno ci svela cosa significa essere figli di Dio. Mi sembra già una grande cosa, un grande svelamento. Più grande della pretesa di voler sapere tutto.

Preghiamo

Per Mirella Rho che è in ospedale

 

2 pensieri su “lunedì 18 maggio

  1. Luca

    Signore ti ringrazio perché, subito dopo aver smontato i sogni di grandezza degli apostoli e miei, non parti con la ramanzina, ma ci metti serenamente di fronte alla nostra fragilità umana, invitandoci ad accettarci per ciò che siamo. Ecco allora il tuo “vo ho detto questo perché abbiate pace”.

    Una serena giornata di pace a tutti, e una preghiera per Mirella, Lucia e chi sta vivendo questo periodo di prova accanto a lei.

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  2. suor Rita

    ” Adesso sappiamo….” Questa sicurezza dei discepoli tradisce un monte di paure già vissute e che si protraggono ancora. Gesù infatti annuncia la loro dispersione, il loro fuggire…il loro dubbio… Anch’io, ADESSO, in questo tempo, in questo luogo, con queste persone cosa SO per davvero? Spesso ci illudiamo di sapere, di conoscere, di avere già aperta la strada, invece stiamo andando a tentoni e non sempre riusciamo a non capitombolare. Ieri, assieme alle due sorelle di comunità, ho rinnovato i VOTI nella Cappella del nostro Bairo assieme alla nostra gente. Abbiamo anticipato la celebrazione della memoria del Beato Palazzolo che sarà venerdì, 22 Maggio. Non so cosa la gente abbia capito di questo nostro gesto. Lo Spirito del Signore che stiamo invocando in questa novena di Pentecoste, aiuti noi e loro a conoscere ancora, a cercare ancora, ad accogliere ancora quello che Lui ci dirà. Mi unisco alla preghiera per Mirella e altri malati.

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