Lunedì 17 agosto

di | 16 Agosto 2015

home2 Esodo –  34,1-9        

1 Poi il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate. 2 Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai lassù per me in cima al monte. 3 Nessuno salga con te, nessuno si trovi sulla cima del monte e lungo tutto il monte; neppure armenti o greggi vengano a pascolare davanti a questo monte». 4 Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. 5 Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». 8 Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. 9 Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Commento

In questa seconda consegna delle tavole della legge ci sono alcuni cambiamenti fondamentali rispetto alla prima consegna. Questa volta è Mosè che taglia le tavole della legge, mentre la prima volta era Dio stesso che aveva consegnato le tavole già pronte a Mosè. sembra quasi che in questa consegna Dio chiede una maggiore collaborazione dell’uomo, che non rimane passivo di fronte alla proposta di Dio, ma si dà da fare, è operoso. Ancora: il popolo ha mostrato tutta la sua fragilità nell’infrangere l’alleanza, e Dio dopo un percorso tumultuoso che arriva fino alla minaccia del castigo, rinnova pienamente l’alleanza. In questo senso viene ribadito come Dio è il fedele per eccellenza. Vi è una nuova manifestazione del nome di Dio, non più, io sono colui che sono, ma «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà.” Ora non vi è più la teofania con tuoni e lampi e altro di simile, ma l’intimità di Dio con il suo amico Mosè. sembra che il percorso, il viaggio, l’esodo di Mosè, qui ha trovato il suo punto più alto, la bellezza del vedere Dio nel suo giudizio di misericordia e di perdono. Dopo tanto rumore qui tutto si placa e diventa incontro di amicizia, di intimità.  Il grande e mite Mosè riconosce la sua fragilità e la fragilità del suo popolo, ma osa chiedere il perdono, osa chiede di diventare eredità del Signore per sempre. Sullo sfondo rimane la storia di un popolo pieno di contraddizioni, ma l’atto che tiene vivo questo popolo è il perdono di Dio. Mosè questo lo capisce molto bene ed è per questo che è grande. Da ora in avanti per lui Dio non sarà più il dio degli eserciti, ma il Dio che è grande nell’amore. Dio e Mosè amici per sempre…

Preghiamo

Oggi siamo stati con la nostra end a Bardolino dai monaci camaldolesi, un preghiera per questi uomini che cercano l’intimità profonda con Dio.

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

2 pensieri su “Lunedì 17 agosto

  1. elena

    Il Signore ricostituisce l’alleanza e chiede la compartecipazione dell’ uomo Mosè al suo progetto. Credo che il Signore sempre ci chieda d i essere testimoni attivi e consapevoli del suo progetto di salvezza. Sempre di più coinvolge l’essere umano. Lasciarci coinvolgere in un intimo rapporto c l n Dio è si difficile, ma anche molto affascinante. A volte mi chiedo come sia possibile subire il fascino di cose effimere e non lasciarsi sedurre da un’intimita’ più profonda, fedele e duratura della relazione con Dio. Il Dio dell’amore. ..
    Prego per i doni dell’intimità…
    Elena

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  2. sr Rita

    Mosè, in un momento di delusione-frustrazione-rabbia…per l’infedeltà del popolo, aveva spaccato le tavole della Legge che Dio gli aveva dato sul Sinai. Adesso, lo stesso Mosè prepara le tavole, ricostruisce, per ordine di Dio, quelle tavole che aveva distrutto. E Dio parla di nuovo, definendosi “il Misericordioso”. Mi piace pensare che le leggi di Dio, nascono anche dalla nostra volontà di costruire una vita buona per noi e per gli altri. Mentre si taglia la pietra, si capisce la fatica dell’operosità, dell’attenzione, della perseveranza. Tutte cose che aiutano a vivere bene.
    Preghiamo per i legislatori, perché imparino dalla vita-fatica a costruire leggi buone per tuti.

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