Lunedì 13 gennaio

di | 12 Gennaio 2020

Lunedì 13 gennaio ’20 – Lc 7,18-23 

18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni 19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Commento

“Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?”. È il dubbio che tormenta Giovanni in questi versetti. E’ il dubbio di ogni credente. Nel momento più buio della vita ci si scontra con alcune certezze e ci si scopre non credenti, lontani e arrabbiati per quella fiducia che si credeva raggiunta ma che in realtà richiede uno sguardo diverso, un’attitudine diversa, un varcare la soglia. Se Gesù non è il Messia vana sarebbe stata la sua predicazione, vana ogni sua ragione di vita. Nel sentirsi abbandonati si sperimenta il limite, la debolezza ma avere il coraggio di esprimerla è segno di fiducia. Anche noi ci lasciamo intrappolare dalle nostre immagini distorte di Dio, della fede, degli altri a noi più prossimi ma avere il coraggio di varcare la soglia delle nostre aspettative o pretese ci fa entrare nella fede profonda talvolta a caro prezzo. Ogni dubbio se ascoltato può alimentare la fede. Gesù risponde con azioni e parole: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano…. ai poveri è annunziata la buona novella “ È lo scandalo della misericordia e del bene che opera sulla cattiveria, l’emarginazione, l’indifferenza! Gesù ci riporta al nostro vedere, al nostro sguardo. Che cosa vediamo nel nostro cercare? La risposta non è in ciò che vorremmo vedere ma in ciò che si rivela a noi nella concretezza spesso spietata della nostra esistenza.

Preghiamo

Preghiamo per Francesco

3 pensieri su “Lunedì 13 gennaio

  1. Sr Rita

    Si aspetta. Ma a volte quello che appare è differente da quello che si aspettava. E’ bene interrogarsi e interrogare. E’ segno di intelligenza e interesse. Poi, però, il cuore deve sapersi adattare positivamente e ciò che la realtà presenta. E sono i segni della concretezza che dicono la verità della cosa. Gesù compie i gesti della misericordia, pertanto egli è il Messia mandato dal Padre e a rendere presente la sua tenerezza tra gli uomini. Grazie per questi segni che oggi anche noi siamo chiamati a porre.

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  2. Elena

    È interessante questa domanda: se tu quello che deve arrivare o dobbiamo aspettare un altro…. È umana. Spesso siamo confusi nell’attesa e nella ricerca. Gesù risponde con concretezza: guarda un po’ tu, osserva, tocca con mano, verifica.,.. Ci chiede di verificare sui fatti, su una reale manifestazione di bene, di cambiamento. Qualcosa che solo lui può fare sulla vita di ciascuno. È motivo di scandalo! Perché l’amore di Dio per l’uomo è scandaloso per chi si ferma in superficie, per chi è ipocrita, per chi manipola gli altri. L’ amore del Signore è solo da cercare, vedere, accogliere, così come si manifesta…. Rendici sensibili allo scandalo del Tuo amore, Signore e conduci ogni essere umano al vero bene!

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  3. sr Alida Pirola

    Che cosa vediamo nel nostro cercare ? Gesù ci da segni evidenti forse sono i nostri occhi che non vedono ….Mi unisco alla preghiera per Francesco e per le vostre intenzioni

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