Lunedì 12 ottobre

di | 12 Ottobre 2015

 home2Gioele 1,13-20

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
urlate, ministri dell’altare,
venite, vegliate vestiti di sacco,
ministri del mio Dio,
perché priva d’offerta e libagione
è la casa del vostro Dio.
14Proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra,
radunate gli anziani
e tutti gli abitanti della regione
nella casa del Signore, vostro Dio,
e gridate al Signore:
15″Ahimè, quel giorno!
È infatti vicino il giorno del Signore
e viene come una devastazione dall’Onnipotente.
16Non è forse scomparso il cibo
davanti ai nostri occhi

e la letizia e la gioia
dalla casa del nostro Dio?”.
17Sono marciti i semi
sotto le loro zolle,
i granai sono vuoti,
distrutti i magazzini,
perché è venuto a mancare il grano.
18Come geme il bestiame!
Vanno errando le mandrie dei buoi,
perché non hanno più pascoli;
anche le greggi di pecore vanno in rovina.
19A te, Signore, io grido,
perché il fuoco ha divorato
i pascoli della steppa
e la fiamma ha bruciato
tutti gli alberi della campagna.
20Anche gli animali selvatici
sospirano a te,
perché sono secchi i corsi d’acqua

Commento

In questo brano vengono presi di mira dal profeta i sacerdoti. Il motivo  è che, grazie anche alla loro condotta negativa, si è caduti in un grande tempo di carestia, di fame, di mancanza dell’essenziale per vivere. La cosa forse più negativa ancora è che tali persone non percepiscono la gravità del problema e sembrano continuare per la loro strada. Sono gli animali che capiscono la situazione tragica, è la terra, la natura che comprende quello che sta succedendo! Anche in questo caso come sentiamo vicine a noi queste parole: la natura oggi soffre per quanto noi uomini stiamo facendo e noi uomini non percepiamo la gravità della situazione del mondo. Addirittura il testo di  oggi dice che il bestiame geme, gli animali selvatici sospirano a Dio! è la terra che prega Dio! l’invito  del profeta è allora quello di mettere in atto una forma di liturgia penitenziale per chiedere perdono a Dio e supplicare la conversione. In quel in a te io grido Signore vi è tutta la forza della preghiera di penitenza, che si esprime anche in gesti esteriori: pianto, cilicio, digiuno, vestire il sacco. Quest’oggi ne esce come un insegnamento di fronte al male : raccogliere nel nostro spirito e nella nostra preghiera quotidiana tante presenze: tutti gli abitanti della terra. E’ una convocazione molto bella, è una liturgia di supplica, di preghiera, di grido. In altri casi, in situazioni simili, l’invito è alla conversione, ad indirizzare gli animi ad una partecipazione molto sentita alle sventure di tutti. Oggi sembra più una conversione di attenzione a Dio come anche gli animali ci insegnano. E’ un invito al lamento, al grido, è una partecipazione sentita anche al dolore che c’è attorno.

Preghiamo

Oggi preghiamo provando a raccogliere nel nostro animo tutto il dolore del mondo.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

3 pensieri su “Lunedì 12 ottobre

  1. Elena

    Il dolore, la fame, la carestia…. in sostanza l’assenza…
    L’assenza di Dio, l’assenza di pace, l’assenza della gioia e del benessere profondi…
    Gli uomini faticano a riconoscere l’assenza della spiritualità e del legame con il sacro… Molti di noi se ne accorgono quando è troppo tardi, quando tutto sembra perduto. La stessa manifestazione di perdita operata dal creato, viene vista e riconosciuta tardi… Perché abbiamo perso il rispetto anche per la nostra Terra e non sappiamo più leggerne i segni.
    Troppe interferenze nelle nostre vite spremute!
    Allora mi tornano le immagini di certi posti che sono canti vivi alla bellezza di Dio, alla sua generosità infinita, al suo amore per tutti noi…
    Dacci Signore occhi nuovi e una più spiccata sensibilità, affinché possiamo riconoscerti ed amarti da vicino…
    Mi unisco alla preghiera perché possiamo far nostro il dolore di tutti, anche solo un momento e possiamo riconoscere il sacrificio del Cristo come strumento di redenzione e di salvezza. Siamo così amati…
    Elena

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  2. sr.Alida

    Come possiamo non accorgerci di quanto siamo amati? Com’è possibile ,che gli animali e la natura capiscano e l’uomo, no? E’ come il nostro tempo quì ed ora ,preferiamo la TROPPA SCIENZA alla PACE,la preferiamo a tutte le meraviglie del creato ,la preferiamo alle buone relazioni tra noi e tra i popoli..Avremmo molto di cui godere ed essere riconoscenti,e la realtà è che ci distruggiamo,,,Signore ,Tu solo puoi entrare nel cuore di ciascuno di noi…riconverti il nostro cuore:sacerdoti ,consacrati ,capi di popoli…ogni uomo .Facci comprendere la strada della conversione per il bene comune…Un’ accorata partecipazione ad ogni dolore dell’umanità.

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    1. laura

      Come e’ attuale questo testo ! Anche noi uomini moderni stiamo distruggendo e sfruttando il mondo come se fosse altro da noi, come se non fossimo strettamente correlati l ‘ uno all’ altro, come se potessimo farne a meno..se non ci fossero i doni della natura saremmo gia’ morti !!! Eppure continuiamo a vivere senza rispetto , gratitudine, senza averne cura..prghiamo per i dolori del mondo con la tristezza nel cuore, ma anche cpn la consapevolezza che ognuno di noi puo ‘ fare nel prpio piccolo , qualcosa per alleviarlo.

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