lunedì 11 dicembre

di | 11 Dicembre 2017

lettera ai romaniRm 9,1-5                                               

1Dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: 2ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. 3Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. 4Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; 5a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

Commento

I capitoli 9 – 11 sono dedicati ai fratelli ebrei. Paolo vive con sofferenza il fatto che i suoi consanguinei non hanno compreso l’importanza di Gesù Cristo e nemmeno il fatto che lui è passato dal giudaismo al cristianesimo. E quindi vuole dedicare questi capitoli proprio a loro. Purtroppo nella storia anche della chiesa per riuscire a dire fratelli ebrei si è dovuto attendere papa Giovanni 23°. Di fatto fino a quel momento i giudei erano accusati da parte dei cristiani, di deicidio. Paolo vive questa questione come un dramma personale, fino a sentirlo come un dolore, una spina che tormenta il corpo. Paolo nella sua argomentazione procede in questo modo. Il loro rifiuto nei confronti del Figlio di Dio non cancella nulla della loro elezione e quindi della loro posizione e missione nei confronti di tutti i popoli del mondo. E tutto questo fino all’evento supremo per il quale “da loro proviene Cristo secondo la carne”. Ma poi c’è l’affermazione suprema del nostro brano: di Gesù Paolo dice che “Egli è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli”. Insomma pur riconoscendo la promessa fatta ai fratelli ebrei, Paolo va oltre e dichiara che Gesù è al di sopra di ogni cosa,è la nuova ed eterna alleanza, è la vita di grazia. Per fare in modo che i suoi fratelli ebrei possano accettare e credere a questa verità egli si dichiara anatema, separato da Cristo, legato ai suoi fratelli nella carne. Ma oltre questo fatto della carne, Paolo dichiara che vi è un legame spirituale con il Cristo e questo è il vero e unico legame che conta.

Preghiamo

Preghiamo per chi vive il disagio del freddo di questi giorni.

3 pensieri su “lunedì 11 dicembre

  1. srAlida

    ” Da loro proviene Cristo che è sopraogni cosa ,benedetto Dio nei secoli”..Nel nostro piccolo ,anche desideriamo che tutti ,anche chi abbiamo di più caro ,conosca Gesù ..Il desiderio non basta Paolo ha una sofferenza grande al punto da essere lui l’escluso…purchè tutti partecipino alla dignità di figli di Dio ..Che cosa posso a questo riguardo ,perchè chiunque in contro ,e pone sul mio cammino partecipi alla dignità di figlio di figlio di Dio ? mi un isco alla preghiera per chi soffre i disagi del freddo ,chiedo una preghiera per Adriana che ha difficoltà in famiglia.

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  2. Elena

    Com’è difficile lasciare il certo per l’incerto. Il vecchio per il nuovo. Le sicurezze per l’ignoto…. Spesso mi sembra che vivere da cristiani sia un continuo movimento, un continuo rinnovare, ricercare, non assolutizzare, porsi domande, mettersi in disc ussione, ricominciare, rinascere. Forse l’adesione a Gesù ci chiede molto, non tanto in forma ed esteriorità, quanto in scelte di senso con cui riempire la nostra vita e la nostra storia.
    Possiamo sempre desiderare questa conversione nel Cristo che ci chiede di essere vigili, attenti, pronti a cambiare e ad amare, nonostante tutto.
    Mi unisco alle comuni intenzioni di preghiera, ricordando quanti soffrono.

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  3. sr Rita

    …Ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
    Avessimo anche noi in cuore questo dolore per chi non accoglie la parola di salvezza che Gesù ci ridona anche in questo avvento. Soffrire per chi non accoglie il bene è segno di amore fraterno e vero. Preghiamo per chi non si preoccupa di nessuno se non di se stesso.

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