lasciare

di | 14 Luglio 2020

Lascio il mio orto con tutti i suoi ortaggi. Era diventato un piccolo rifugio quotidiano. Non che mi fossi come tolto dalla realtà, ma diciamo che ci stavo bene. E così mentre continuo la cura di quello spazio che è l’orto, grazie all’aiuto di tanti amici, la mia testa sembra prendere altre strade. Anzi per la verità è il mio cuore che prende altre strade. E quindi lascio queste riflessioni sugli ortaggi. Magari tornerà il tempo di altri piccoli racconti. Lasciare lo dicevo già altre volte è l’ultimo verbo della parola generare. Ma che fatica!!! Lasciare andare. La nostra piccola storia di cooperativa è nata con lo scopo di rilanciare la vita di chi si era un po’ perso per la strada. E quindi sono felice quando qualcuno capisce dove andare. e lo lasci andare. Va bene così. Ne sono profondamente convinto. Che nessuno si attacchi a me, ma alla propria vita. Non voglio sedurre (condurre a se), ma condurre (portare verso) e poi ci penso un attimo e mi dico: ma non va tutto bene così. Ti affezioni, vedi che succede qualcosa di bello, vedi che con fatica si cresce insieme e poi uno ti dice adesso sono pronto, vado. Che bello. Ma vorrei proteggerti ancora un poco. Magari hai qualcosa da imparare ancora. E poi verrai a salutarci ogni tanto. So che la risposta è si. Ci saranno i primi incontri dopo che uno se ne sarà andato, poi tutto si diraderà nel tempo e poi alla fine forse gli auguri e un come stai via whatsapp. Generare è sta roba qua faticosissima. Faccio anche un altro pensiero che mi addolora un poco. Magari qualcuno si fermasse per condividere questa piccola cosa che è la nostra storia, magari qualcuno mi dicesse, qui mi trovo bene e decido di fermarmi. E invece mi dicono: qui mi sono trovato bene e adesso vado, perché ho trovato il sogno della mia vita. Ma il sogno della tua vita non può essere questa casa? Capisco tutto, capisco perfettamente che deve essere così, ma non lo trovo sempre giusto. Costruire, prendersi cura, lasciare andare, non è sempre un gioco leale, nei confronti del mio cuore. Perché il mio cuore non è leale, vuole fermare e non lasciare andare, e allora devo mettere in gioco tutte quelle armi che conoscono e che mi permettono di lasciare andare con autenticità di cuore. E le armi sono la preghiera, la Parola, qualche amico, la mia volontà (poca) e la mia capacità di stare bene con il cuore. Il grande santo che ammiro immensamente Fr. Carlo de Foucauld aveva sempre desiderato costruire una fraternità ed è rimasto sempre solo. Aveva scritto regolamenti, regole di vita, addirittura costituzioni per fondazioni di fraternità. Ad un certo punto ha messo da parte tutto e ha provato a vivere. Con una nostalgia:  un fratello con cui condividere un sogno di fraternità. Si, sono sicuro che fratel Carlo era felice della sua vita in compagnia degli uomini e solo con Dio, ma sono anche certo che in lui non è mai venuto meno il desiderio di una fraternità. Ha lasciato andare tutti, ma ha vissuto di questa nostalgia di fraternità universale. Sì lascerò andare tutti, ma con la nostalgia di fraternità. nel momento del saluto nasconderò per un attimo il mio cuore e dirò che bello che vai, grazie di cuore per tutto.

2 pensieri su “lasciare

  1. sr Alida

    Don Sandro grazie per le comunicazioni di vita ,non ci stò al passo ma le salvo e ci ritorno quando riesco .questo del lasciar andare una delle esperienze che penso tutti viviamo ,ma importa come dicevi il COME…
    E’ vero lasciar andare ,lasciar partire ,ci fa soffrire ,ma ci rende liberi …Quando qualcuno è già lontano ed ogni volta che torna lasciar ripartire…Eppure è vita ,che vale la pena di vivere attimo per attimo …per non condurre a se’ e lasciare liberi a nostra volta …Cosi per le cose da lasciare ,con queste forse è più facile …

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