la profezia della pace

di | 30 Agosto 2020

In queste poche righe quotidiane sono libero di scrivere quello che sento nel cuore e nel profondo della mia vita. Non ho grandi vincoli e non ne vorrei avere, mi sento libero appunto  E quindi lasciatemi andare per la mia strada, non chiedetemi, come ha fatto qualcuno, di cambiare registro, di parlare di cose più serie. Ma quali sono le cose serie? Se chi mi ha chiesto questo cambiamento di registro mi indica quali sono le cose serie io, promesso, provo a scriverci su qualcosa.  E poi non mi sembra di dire cose fantascientifiche. Quindi continuerò per la mia strada. Dedicherò un tempo sostanzioso alla riflessione sulla non violenza. Provate ad immaginare queste riflessioni come ad un capitolo particolare di tutti questi brevi scritti. Un capitolo che ritengono centrale, fondamentale perché la non violenza è la novità assoluta di questi tempi. Sono un vago praticante della non violenza, non sono un esperto e men che meno sono allenato alla non violenza; però ci credo profondamente. Ammiro Gesù, Gandhi, Martin Luther King, Mandela, Capitani, il vescovo Tonino Bello, Turoldo e tutti quelli che hanno provato a vivere e a praticare la non violenza. Il papa citando il cardinal Lercaro di Bologna così disse nel 2017: La storia insegna che la guerra è sempre e solo un’inutile strage. Aiutiamoci, come afferma la Costituzione Italiana, a “ripudiare la guerra”, a intraprendere vie di nonviolenza e percorsi di giustizia, che favoriscono la pace. Perché di fronte alla pace non possiamo essere indifferenti o neutrali. Il Cardinale Lercaro qui disse: «La Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua vita non è la neutralità, ma la profezia».  Non neutrali, ma schierati per la pace. Ecco il succo della riflessione di oggi. Uscire dalla neutralità che non dice niente, dire e fare azioni di pace, discorsi di pace. Non siamo qui per tenere dentro tutti, siamo qui per dire che ci sono cose serie nella vita a cui non dobbiamo venire meno con tutte le nostre forze. Non siamo neutrali, siamo schierati a favore della pace e ci esercitiamo nell’arte della non violenza con tutto noi stessi. Ci viene chiesto la prudenza pensando che la prudenza permetta in qualche modo di trovare le vie della pace. Ma la prudenza qui non c’entra. La virtù che dobbiamo coltivare di fronte a questo mondo in cerca di pace è la franchezza. Parlare di pace come di una necessità a cui non possiamo venir meno. Non mi serve la prudenza per portare alla luce l’industria della guerra che anche in Italia non si è fermata nemmeno di fronte al covid. Non mi serve la prudenza per portare alla luce la violenza della guerra. Mi serve la franchezza della denuncia evangelica e della ricerca della giustizia. Vorrei non credere mai a chi mi invita alla prudenza, a chi mi dice che tanto non cambia niente, a chi pensa che può esistere una guerra giusta. A volte ci casco ed anche cedo alla prudenza e credo a queste false profezie. Che io possa avere la forza di credere all’unica vera profezia della pace e della non violenza.

3 pensieri su “la profezia della pace

  1. Luigi

    10 dicembre 1992 con Don Tonino Bello e altri 500 entravamo a Sarajevo rompendo l’assedio della città. La marcia , sia prima che dopo, venne osteggiata dai professionisti della non violenza forse perché dalle parole si passava ai fatti, dalla teoria alla pratica. O forse il gesto di tante persone era troppo in anticipo sui tempi o forse erano considerati “imprudenti”chissà.

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  2. Sr. Rita

    La non violenza non è una teoria. È condizione per vivere. È Vangelo vissuto. È Gesu ‘ che continua a vivere di questa terra.

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  3. Dania

    Ci sono molte forme di violenza più o meno palesi…smascherarle e riconoscerle per contrastarle con tutte le nostre forze, ispirandoci all’Unico e Grande ideale di non violenza che è stato Lui è compito nostro, di ogni cristiano e di ogni uomo.
    La Pace è davvero disarmante…e va ricercata sempre e costantemente.

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