giovedì 8 ottobre

di | 7 Ottobre 2015

home2 Osea 14,3-10                                                                                                    

3 Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: “Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra. 4 Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più dio nostro l’opera delle nostre mani, poiché presso di te l’orfano trova misericordia”. 5 Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro. 6 Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, 7 si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell’olivo e la fragranza del Libano. 8 Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano. 9 Efraim, che ha ancora in comune con gli idoli. Io lo esaudisco e veglio su di esso; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a me si trova frutto. 10 Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v’inciampano.

Commento

Siamo così alla conclusione di questo testo, del Libro del profeta Osea. Queste sono le ultime parole, gli ultimi versetti. Sono parole di speranza che si distendono nella ricerca di un mondo migliore. I due grandi poteri descritti nel libro, Assiria, Egitto che rappresentano il potere militare, economico e politico non salvano Israele, anzi lo portano alla rovina. (sto pensando a quanto sta avvenendo in Siria in questi giorni). La speranza si svela nella sua forza quando accettiamo che la salvezza non viene dall’uomo, ma è dono di Dio. l’opera delle nostre mani non porta il nome di Dio, essa è soltanto colei che collabora alla salvezza. Solo Dio può compiere ciò che il pentito, cioè chi ritrova l’umiltà, gli chiede: togliere il male, accogliere il bene e accettare non un sacrificio “esterno”, esteriore e formale, ma “i vitelli (cioè il sacrificio!) delle nostre labbra”. Come accennavo la salvezza non avviene perché ci sono particolari meriti, ma perché il Signore vuole così, perché lui è il santo.  E il frutto di tale salvezza è  fecondità, bellezza, bontà e pace. Tali doni sono restituiti da Dio alla creazione, al mondo, all’uomo. Possiamo considerare l’ultimo versetto di oggi, che è anche l’ultimo versetto del Libro di Osea, come la conclusione e il sigillo posto su tutto quanto il Signore ci ha regalato nelle parole del profeta: queste “rette vie del Signore” nelle quali sappiamo bene che è facile inciampare, ma sulle quali chiediamo di camminare con la sapienza e la scienza che il Signore vorrà ancora donarci e noi vorremo, sapremo accogliere.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che aiutano e si danno da fare per le missioni

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

5 pensieri su “giovedì 8 ottobre

  1. sr Rita

    Le parole di Dio sono una bellissima storia di amore, di fiducia, di salvezza. E sono parole rivolte a un popolo che ha fatto tutto quello che poteva per allontanarsi da Dio, per rifiutare il suo amore…Mi chiedo come parlo io a chi mi fa qualcosa di sgradevole…a chi non ha preso sul serio il mio “dono”…I sentimenti dell’uomo sono ben altro che quelli di Dio. Grazie Signore per la grandezza del tuo cuore, per la tenacia della tua fiducia, per la sorprendente forza della tua volontà di salvezza. Preghiamo per chi non riesce a credere alla conversione dell’altro; per chi non sa offrire possibilità di ritorno.

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  2. Elena

    Eccolo, il Dio della misericordia e del perdono!
    Eccolo, il Dio che ti prende per mano e ti accompagna sulle strade della luce!
    Eccolo il Dio che riconosco e che non molla, anche se io faccio i capricci con la vita!
    E’ interessante l’ultima affermazione: ” i malvagi inciampano nelle vie del Signore”.
    Penso alla volontà di pace, di tranquillità, di rispetto, di un vivere buono e bello, e penso alla malignità, alla crudeltà, alla cattiveria pura… Penso che le persone che incappano in sentieri perversi di odio e male, non stiano bene, visualizzo il loro inciampare (e il nostro inciampare) come un qualcosa che mette in continua difficoltà, che rende nervosi e sempre più cupi, sempre più tesi. Il costante convivere con un pericolo, con un rischio, perché il pensiero si fa oscuro…
    Che vita è questa?
    Pace, Signore, facci riconoscere qual è il bene per ogni tuo figlio…
    Prego per tutti coloro che sono in tempo di oscurità, perché lo hanno scelto o perché lo subiscono. Signore, effondi la Tua luce sulle nostre piccole esistenze…
    Buona giornata di luce!
    Elena

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  3. sr.Alida

    Che bella pagina quest’ultima di Osea ! Arricchita dalle vostre meditazioni….e dalle preghiere alle quali mi unisco a pregare. Quanta speranza di futuro migliore per il singolo e per il popolo .Si ,quando accogliamo la salvezza ,che viene dal Signore :fedeltà, fecondità,bellezza,pace…Faccio mie solo alcune frasi.”Li guarirò dalle loro infedeltà….li amerò di vero cuore ..sarò come rugiada per ,Israele..fiorirà .. METTERA’ RADICI …La rugiada sembra piccola cosa, già è molto per la mia fragile fede,ma ciò, che chiedo al Signore di piu’ è METTERE RADICI in Lui, vivere e servire , con cuore ,libero ,aperto ,accogliente ,felice….Dona ,Signore ,di accorgerci ,della salvezza,che
    porti a ciascuno ,adatta alla propria vicenda personale , per poi riversarla su un bene comune.

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  4. Anonimo

    ANNA
    Dio non ci abbandona mai il suo amore è caparbio e costante come quello di una madre che ama il figlio senza condizioni e dimostra il suo amore con la fiducia in noi con continui richiami.
    Aiutaci Signore a riconoscere il tuo richiamo e di accoglierlo con fiducia umiltà e riconoscenza.
    Amen

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  5. Giulio

    “Li amerò di vero cuore…”
    Dopo l’ira (o forse proprio per questo) il Signore si abbandona ad una dichiarazione d’amore infinito.
    Ci basti questo: nella prova, nella sofferenza, nelle difficoltà della vita, rimanga il nostro cuore aperto alle parole ed all’amore del Signore.
    L’iniziativa è sempre sua: a noi rimane solo la libertà/necessità di rispondere: “Parla, Signore; il tuo servo ti ascolta”.

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