giovedì 30 marzo

di | 29 Marzo 2017

fioriMatteo 15,21-28

21 Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». 24 Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 25 Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Commento

questa donna cananea rappresenta bene l’incontro di Gesù con il mondo pagano e l’intreccio che esiste con il mondo ebraico. Si perchè noi siamo fatti di intrecci e di storie che si intrecciano. Gesù si colloca al bivio di questo dramma, che coinvolge da una parte Dio e Israele, e dall’altra l’umanità intera, rappresentata nel nostro testo da questa mamma pagana. In lei ci viene donata una imprevedibile e meravigliosa manifestazione della fede: la sua condizione ferita, il suo bisogno di essere salvata e, quindi, la sua supplica a Gesù. Si dice che i discepoli chiedono di esaudire questa donna. Esaudire può significare sia esaudire, sia congedare. E qui può darsi che tale sia la richiesta rivolta a Gesù, come per liberarsi di questa donna che grida il suo bisogno. Ma è bellissimo pensare che per congedarla Gesù la debba esaudire. Egli sembra resistere alla richiesta dei discepoli: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele”. Ma questa sua “difesa” mette in questione Dio stesso. E’ Dio che deve ormai dilatare a tutta l’umanità la sua opera di salvezza. E “resistenza” sarà ancora quella di Gesù, che risponde alla nuova supplica della donna con l’argomento del pane destinato ai figli e non ai cagnolini. Ma questo provocherà, l’affermazione meravigliosa della donna circa le briciole cadute dalla tavola dei padroni, delle quali i cagnolini possono nutrirsi. Ormai si sono aperte le porte della salvezza e il vangelo del Signore andrà portato da Israele sino ai confini della terra.

Preghiamo

preghiamo per Giulio

2 pensieri su “giovedì 30 marzo

  1. Sr rita

    Una pecora perduta forse aspetta il pastore che la cerchi,forse non gliene importa nulla perché finalmente fa quello che vuole. Gesù sa di esset ed mandato alle pecore perdute ma vuole che queste si compromettono, che giungano ad affermare una fede provata e purificata. Siamo un poco tutti rappresentati da questa cananea. Signore faccia apprezzare le bricciole che tu lasci cadere per noi.

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  2. Anonimo

    A volte non chiediamo pane, un pane intero. A volte chiediamo solo briciole di misericordia: uno sguardo, una parola, un sorriso, una carezza. E ci basta per vivere….

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