Giovedì 30 aprile

di | 29 Aprile 2015

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Giovedì 30 Aprile – Giovanni 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Commento

Il gesto della lavanda dei piedi, lo sappiamo bene, ha la pretesa di spiegare che cosa significa esercitare il potere e il servizio dentro la chiesa e nel mondo.  Tale potere viene esercitato nella forza simbolica del servizio e dell’umiltà, che sembra essere il contrario del potere inteso come comando. Esiste un potere che è servizio, che è esercitato nell’umiltà. È interessante questo percorso: non si rinuncia al “comando” ma questa azione va esercitata in una direzione e in un senso che mette in evidenza il bene comune. Il mio comando, la mia autorità è a servizio del bene comune. E’ questa quindi la volontà e l’azione del discepolo del Signore. Tutti i cristiani sono Signore e maestro quando vivono questo gesto del servizio reciproco. Addirittura ognuno deve considerarsi in piena responsabilità un servo che obbedisce e attua quello che ha visto nel suo padrone, e un inviato che deve celebrare e attualizzare il gesto di colui che lo ha mandato. Dico questo perché non mi sembra che il Signore voglia dire di sottrarsi all’esercizio del potere, ma di cogliere e di accogliere il volto nuovo che non solo il singolo, ma l’intera comunità deve assumere per la potenza del gesto del servizio che è la forma nuova del potere.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che esercitano una forma di potere nella chiesa, lo facciano come gesto di servizio.

3 pensieri su “Giovedì 30 aprile

  1. Giulio

    Potere.
    Accoglienza.
    Due aspetti della lettura odierna.
    Pensiamoci.
    Nel nostro quotidiano quanto siamo tentati dal potere fine a sé stesso.
    E quanto ci è comodo scaricare su altri il peso dell’accoglienza.

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  2. suor Rita

    Normalmente sappiamo che il servo non è più grande del padrone, né il discepolo più importante del maestro….Ma di fatto ciascuno, sia servo, sia discepolo conserva un guizzo di orgoglio e pensa di essere per lo meno uguale al padrone e al maestro. Allora, cosa sta dicendo Gesù? Forse semplicemente questo: tu non sei importante perché sei padrone o servo o maestro o discepolo. Tu sei grande perché, come me, vieni dal Padre; hai origini divine. Allora specchiati in me, che sono Signore e Maestro, e vivi le tue relazioni come servizio fraterno, come aiuto all’altro per crescere in dignità, in serenità, nella pace. Lava i piedi ai tuoi di casa, a quelli con cui lavori, a quelli che arrivano nella tua terra….Lava i piedi con semplice umiltà, con discrezione e amore.
    Qui in Brasile nuovamente i professori statali sono in sciopero: dopo una astensione dell’ intero mese di Marzo ora hanno ripreso lo sciopero a tempo indeterminato. Che siano riconosciuti i loro diritti, ma anche quelli degli studenti.

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  3. Anonimo

    Appartenere a Qualcuno, essere chiamati per nome, essere riconosciuti e valorizzati, essere figli e discepoli, essere parte di una comunità in cammino e sperimentare la presenza costante e vigile della Guida… Questo mi suggerisce la Parola di oggi, ed è un bell’appartenere…
    Tutt’altro che passivo!
    Ricordati Signore, di ogni pecorella…..
    Buona giornata a tutti
    Elena

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