giovedì 3 dicembre

di | 2 Dicembre 2020

2 Tm 1,12-18                       

12 È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno. 13 Prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. 14 Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in noi. 15 Tu sai che tutti quelli dell’Asia, tra i quali Fìgelo ed Ermègene, mi hanno abbandonato. 16 Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesìforo, perché egli mi ha più volte confortato e non s’è vergognato delle mie catene; 17 anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura, finché mi ha trovato. 18 Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli ha reso in Efeso, lo sai meglio di me.

Commento

Credo che San Paolo quando dice è questa la causa dei mali che soffro sta in qualche modo parlando di due realtà che lo fanno soffrire. La prima è il carcere. La sofferenza della prigionia, ma anche di una prigionia che lui sente ingiusta. una prigionia nata dalla persecuzione nei confronti dei cristiani. Ma c’è un secondo motivo di questa sofferenza: la predicazione di Paolo e la testimonianza del vangelo non sono solo fonte di gioia ma anche di sofferenza. La concreta testimonianza di vita di Paolo va incontro alla sofferenza, ma più ancora va incontro al martirio e Paolo comprende bene questa cosa. Ecco perché Paolo soffre. Interessante è che di questa sofferenza Paolo non si vergogna, vive questa situazione di fatica con dignità e fedeltà al vangelo. Il vero segreto, la vera ragione di questa sofferenza è alla fine di tutto la Pasqua, la passione, la morte e la resurrezione di Gesù. La Pasqua è cioè la “vocazione” profonda della vita cristiana. Per questo Paolo non se ne vergogna. Dentro questa vicenda Paolo chiede a Timoteo di prendere a modello le sue parole. non sta facendo l’elogio delle sue stesse parole quasi a motivo di vanità. Ma sta semplicemente dicendo che,come Paolo ha preso a modello le parole di Gesù, così Timoteo attraverso Paolo prende a modello le parole di Gesù. Timoteo può mettersi sulla stessa strada – o meglio continuare a camminare in essa – custodendo “le sane parole” che ha udito dall’Apostolo. Fede e carità di Cristo, a noi donate insieme alla Parola e attraverso di essa, sono la forza di questa vita fedele.

Preghiamo

Preghiamo per Orietta

Un pensiero su “giovedì 3 dicembre

  1. sr Alida

    Fede e carità sono la roccia del nostro cammino di figli e figlie di Dio, pregando per Orietta, che anche noi non smarriamo mai l’essenziale del nostro vivere che ci aiuta a camminare in ogni tempo.

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