giovedì 26 ottobre

di | 25 Ottobre 2017

lettera ai romaniRm 1,11-15                                                    

11Desidero infatti ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati, 12o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. 13Non voglio che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi – ma finora ne sono stato impedito – per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra le altre nazioni. 14Sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti: 15sono quindi pronto, per quanto sta in me, ad annunciare il Vangelo anche a voi che siete a Roma.

Commento

Perché Paolo desidera vedere ardentemente i Romani? innanzitutto  per comunicare qualche dono spirituale. E fino  qui niente di strano. Di fatto la catechesi, l’evangelizzazione è comunicare doni spirituali perché tutti ne escano fortificati. Ma poi Paolo aggiunge un qualcosa di nuovo e di originale: “per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.” La grande novità sta proprio in questo: il dono della fede è reciproco, si cresce reciprocamente, ci si sostiene reciprocamente nel percorso di fede. Tenete conto che il tema della fede sarà il grande tema della lettera ai romani. Tutti è centrato sulla fede che è ricevuta e donata. Interessante è pensare che la vera evangelizzazione non è solo insegnare donando agli altri la mia fede, ma ascoltare per ricevere dagli altri. Dunque, l’opera apostolica non è per il bene solo di chi la riceve, ma anche di chi la porta e la compie. Paolo non è ancora arrivato a Roma e parla di una fede comune, quella stessa che è dei greci, dei pagani, dei barbari. La fede non è appartenenza di qualcuno, ma dono di Dio. per esempio dentro questo gruppo, credo che se anche ci sentiamo tutti distanti tra noi, ci accomuna il desiderio di approfondire la parola nella fede. La fede allora crea comunione anche nelle diversità, nelle distanze, la fede è comunione.

Preghiamo

Preghiamo per Luca, giovane morto in un incidente stradale.

3 pensieri su “giovedì 26 ottobre

  1. sr Alida

    Desidero vedervi per comunicare qualche dono spirituale e per crescere insieme nel cammino di fede ….nel mio piccolo e povero pensiero ,questo desiderio trovo dentro me ,in particolare per i miei giovani nipoti ,perchè almeno si ricordino che il Signore c’è …sapendo che il Signore li raggiunge come Lui sà fare nella loro cammino di fede e poi anche per altre persone care ,è belle condividere di questo cammino …..come lo è per il nostro gruppo …dono reciproco ….mentre ringrazio don Sandro e ciascuno di noi ,prego con voi per Luca e famigliari .

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  2. sr Rita

    ” …per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra le altre nazioni”. Bello credere che in ogni nazione c’è un dono , un frutto da raccogliere. Già, perché è il Signore che dà la fede, che salva, che si rivela. Noi siamo solo suoi mediatori….La messe è molta…..gli operai devono raccogliere la messe prodotta dal Signore stesso. Mi pare un buon criterio anche per me, per tutti gli operatori pastorali e non solo.

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  3. . Elena

    Vengo a questa Parola condivisa solo ora, e mi sento grata per la comunione che esiste tra noi, tra i credenti non e tutte le persone di buona volontà. Pregare insieme, commentando, riflettere, meditare, ci unisce ed è un grande dono di grazia per ognuno. Che il Signore sempre sia presente e vivo tra due o più persone che si incontrano nel Suo nome, nel suo amore. Fino alla fine del tempo… La Sua promessa è speranza e luce! Preghiamo per Luca, tornato a casa forse troppo presto per noi, e per i suoi cari…..

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