giovedì 24 agosto

di | 24 Agosto 2017
abramo

Icona con il volto di Abramo

 Genesi  18,16-33                                          

16 Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. 17 Il Signore diceva: «Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, 18 mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? 19 Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso». 20 Disse allora il Signore: «Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. 21 Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!». 22 Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. 23 Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? 24 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25 Lungi da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». 26 Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città». 27 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere… 28 Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». 29 Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». 30 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». 31 Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». 32 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». 33 Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

Commento

Dal punto di vista storico, possiamo dire niente di nuovo. La storia ci dice che le città di Sodoma e Gomorra vengono distrutte e razziate. Abramo forse conosce quelle vicende, sicuramente ne ha sentito parlare. Vedremo più avanti il motivo di questa distruzione secondo il senso che vuole dare la sacra scrittura. Su questo fatto storico la sacra scrittura coinvolge Dio e lo coinvolge passando attraverso il grande intercessore che è Abramo. Come prima cosa Abramo non è intercessore solo della sua famiglia, del suo clan, ma di tutte le città della terra. Che cosa c’entra lui con Sodoma e Gomorra? Niente. Poteva lasciarla finire, non è roba che riguarda la vita di Abramo! Invece Abramo ha uno sguardo oltre, uno sguardo universale. E quindi diventa l’intercessore presso Dio per sodoma e Gomorra. Atto di generosità? Credo più che altro atto di sapienza umana: salvare una città è salvare tutti. Sorprende il comportamento di Dio che vuole punire queste città per il loro peccato. Però pensateci un attimo. Se voleva punire Sodoma con la distruzione non lo avrebbe detto ad Abramo. Lo faceva e basta. Il fatto che lo dice ad Abramo e quindi si avvia questa strana trattativa, espone Dio, lo auto condiziona. Se una mamma vuole punire un figlio e lo dice al padre, quanto meno deve aprire una trattativa con il padre stesso perché di solito uno pensa in un modo e uno in un altro. Ho quasi l’idea che dicendo il suo proposito ad Abramo cercasse qualcuno per aiutarlo a frenare la sua ira. Cercava un mediatore che lo aiutasse a ripensare alla sua decisione di distruggere Sodoma e Gomorra. Abramo diventa lo specchio di Dio.  Bellissimo, Dio cerca l’uomo come interlocutore per fermare la sua rabbia. E perché non facciamo lo stesso noi: cercare Dio e il suo volto di tenerezza per smorzare la nostra rabbia e ritrovare la pace? Perché non pensiamo che Dio può essere il nostro specchio?

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che sono mediatori.

3 pensieri su “giovedì 24 agosto

  1. . Elena

    Che belle parole usa Abramo per calmare l’ira del Signore e portare uno spiraglio di salvezza e una possibilità di recupero! Posdiamo essere portatori di pace e mediazione, anche noi, specchi o anche solo riflessi di un amore che è misericordia, comprensione e tolleranza degli errori altrui! Preghiamo per chi media ed opera la pace in situazioni di conflitto….

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  2. sr Rita

    Non solo Dio si confida e confronta con Abramo spartendo al sua ira verso chi pecca, ma addirittura vuol scendere e rendersi conto se davvero queste città hanno fatto tutto il male di cui ha sentito l’eco. Questo voler rendersi conto di persona mi sembra un grande atto di amore, di rispetto, di ricerca della verità. Preghiamo si per i mediatori e chiediamo a Dio di esserlo un poco tutti, soprattutto nelle cose piccole di ogni giorno, lì dove nascono i conflitti e si costruire misericordia.

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  3. sr Alida

    Intercedere presso Dio ,nel ,e per il piccolo quotidiano ,per il mondo …..Con Dio trovare sempre un modo per diventare mediatori di pace,di misericordia ,di serenità
    Per questo prego,e per tutti i mediatori nei conflitti ,di persone ,di famiglie ,di popoli …

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