giovedì 21 luglio

di | 21 Luglio 2016

home2siracide 3,17-25

7Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
18Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
19Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
20Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
21Non cercare cose troppo difficili per te
e non scrutare cose troppo grandi per te.
22Le cose che ti sono comandate, queste considera:
non hai bisogno di quelle nascoste.
23Non affaticarti in opere superflue,
ti è stato mostrato infatti più di quanto possa comprendere la mente umana.
24La presunzione ha fatto smarrire molti
e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri.
25Se non hai le pupille, tu manchi di luce;
se ti manca la scienza, non dare consigli.

Commento

L’uomo è fatto per svolgere attività umane, lavorative, intellettuali. Il libro del siracide non nega queste attività umane, anzi le vuole portare al massimo delle loro possibilità. Ma tutte queste attività devono avere il gusto della sapienza. Il percorso per arrivare a questo punto è quello della pratica della virtù dell’umiltà. Se non ricordo male tale pratica è una delle virtù basilari della vita di un monaco, ma questa virtù basilare vale anche per ogni uomo. La virtù dell’umiltà è da praticare nell’ambito famigliare, sociale e nell’esercizio del potere. Potremmo descrivere così questa virtù: l’essere amato dal prossimo non dipende dai beni materiali, ma dalle relazioni buone che si costruiscono con le persone. Siracide dichiara che attraverso l’umiltà si può porre un argine alle aspirazioni troppo grandi dell’uomo. L’umiltà o modestia rende l’uomo amabile, e lo rende adatto alla pratica della misericordia. I termini con cui Siracide parla dell’umiltà sono mitezza, sapienza, compassione, e al contrario orgoglio, arroganza, superbia.  Vi è un particolare spazio in cui siracide chiede di esercitare la virtù dell’umiltà: quello intellettuale.  È la presa di coscienza che l’uomo non può penetrare tutti i misteri, non può sapere tutto e soprattutto non può pensare di svelare tutto quanto è racchiuso nel mistero della vita e del mondo. Mi sembra un monito importante per l’uomo contemporaneo che vorrebbe svelare tutti i misteri del mondo. Insomma ci vuole più umiltà per accettare di essere in ricerca continua senza la pretesa e l’arroganza di conoscere tutto.

Preghiamo

Preghiamo per Paola

3 pensieri su “giovedì 21 luglio

  1. sr Rita

    Mi piace la concretezza di questo autore nel descrivere la stoltezza e la sapienza. Ci sono sottolineature belle, concrete, vere che possono aprire cammini buoni. Preghiamo affinché ci sia donata umiltà di intelletto e modestia per non perderci in cose più grandi di noi che alla fine ci seppelliscono. Prego per sr Scholastique della mia comunità che è in viaggio per il Congo.

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  2. sr.Alida

    Attraverso questo autore il Signore ci rammenta un cammino di figliolanza ,sempre presente la parola FIGLIO,mitezza ,umiltà ,onestà ….in esso il gusto del bene ,il vero senso della vita ..fiduciosi nell’essere davanti a Lui cosi’ come siamo ,ma in cammino…e operosi .Prego perchè scegliamo sempre questo cammino e non altre cose vane .Prego per Paola e per sr Scholastique..

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  3. Elena

    Vediamo e gustiamo più cdi quanto possiamo comprendere….Siamo già immersi nel mistero di Dio….
    L’umiltà coglie la grandezza e la rispetta. Ne trae gioia! Ne contempla la portata con stupore e meraviglia e se ne riempie l’anima riconoscente. La accoglie!
    Siracide porta nel nostro cuore piccole perle di umana saggezza a volte sopite, è bello meditare sopra le sue proposte….
    Prego per la sapienza degli umili e ricordo mia suocera, tanto bella e grande nella sua semplicità.

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