giovedì 16 luglio

di | 15 Luglio 2020

At 10,23b-33                                                                Il giorno seguente partì con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono. 24 Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato. 25 Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!». 27 Poi, continuando a conversare con lui, entrò, trovò riunite molte persone 28 e disse loro: «Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri; ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo. 29 Per questo, quando mi avete mandato a chiamare, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale ragione mi avete mandato a chiamare». 30 Cornelio allora rispose: «Quattro giorni or sono, verso quest’ora, stavo facendo la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste 31 e mi disse: “Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e Dio si è ricordato delle tue elemosine. 32 Manda dunque qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli è ospite nella casa di Simone, il conciatore di pelli, vicino al mare”. 33 Subito ho mandato a chiamarti e tu hai fatto una cosa buona a venire. Ora dunque tutti noi siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato».

Commento

È un bellissimo incontro questo tra Pietro e Cornelio. Subito si vede come Pietro non vuole essere considerato un grande uomo e quando Cornelio si inginocchia ai suoi piedi, Pietro lo fa alzare dichiarando: “sono un uomo come te”. Pietro non è più grande di Cornelio. Pietro inizia il suo discorso condividendo con i presenti la scoperta spirituale, vissuta in quei giorni, e che la personalità e l’accoglienza di Cornelio hanno certamente rafforzato: “Dio mi ha fatto capire che non si deve dichiarare impuro…”, in Dio non ci sono discriminazioni razziste, egli non guarda alle condizioni di nascita, ma al bene che si è fatto. Pietro si rende conto che “davvero Dio tratta tutti alla stessa maniera…”. Condotto dalla mano di Dio, supera i suoi schemi mentali, supera le sue chiusure religiose, culturali, che vede abbattute dall’amore di Dio, che è più grande del nostro cuore. L’altro, qualsiasi altro, “diventa fratello” in Gesù Cristo che è il “Signore di tutti”. Un invito anche per noi a guardare il mondo, la realtà con gli occhi di Dio, Colui che vede ogni cosa, ogni persona come “cosa buona”, perché porta in sé la sua vita.. Un invito anche a saper compiere gesti di accoglienza, ospitalità, verso quanti sono esclusi, emarginati, perché la vita torni ad essere “cosa bella” per tutti. Nasce nella “Casa” di Cornelio la “comunità nuova”. La casa diventa piccola comunità aperta, cessa di essere recinto che separa e difende dagli altri per divenire strumento di comunione

Preghiamo

Preghiamo per la Bolivia e per mons Scarpellini, bergamasco e vescovo di el alto che ci ha lasciato.

3 pensieri su “giovedì 16 luglio

  1. Sr. Rita

    Si chiediamo a Dio di renderci comunità aperte e non recinti chiusi. Quando Pietro va da Cornelio con un poco trepidazione vedremo che lo Spirito Santo è già sceso su questo uomo e la sua famiglia. Lo Spirito precede la nostra opera di evangelizzazione e rende possibile alla conversione dambo le parti. Mons. Scarpellini dal cielo vegli sulla sua Diocesi di origine e quella di missione.

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  2. sr Alida

    Perchè condotti dalla mano di Dio ,rompiamo gli schemi ,e ci ritroviamo fratelli preghiamo ,anche perchè ognuno di noi ci lasciamo condurre dalla sua mano ..mi unisco alla preghiera per Mons.Scarpellini

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  3. Elena

    È molto intenso questo incontro tra Pietro e Cornelio e la nuova comunità. Vengono superati pregiudizi, discriminazioni e viene portata ed accolta la Parola come l’unica salvifica per tutti. Buona e nutriente, per tutti!
    Opera missionaria, opera di diffusione dell’amore di Dio per ogni persona che lo cerca, che desidera incontrarlo…
    Una preghiera ed un pensiero affettuoso per Mons. Eugenio, conosciuto un sera a cena in Bolivia, 10 anni fa, proprio nella sera in cui, in una contrada di La Paz, comunicò ad altri sacerdoti che aveva avuto il mandato di Vescovo. Il Signore gli ha affidato un grande e grave compito. Ora lo farà riposare nella Sua pace.

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