giovedì 15 marzo

di | 14 Marzo 2018

profeta geremia iconaGiovedì 15 marzo – Ger 17, 1-13                                                    

1 Il peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro, con una punta di diamante è inciso sulla tavola del loro cuore e sugli angoli dei loro altari, 2 come per ricordare ai loro figli i loro altari e i loro pali sacri presso gli alberi verdi, sui colli elevati, 3 sui monti e in aperta campagna. “I tuoi averi e tutti i tuoi tesori li abbandonerò al saccheggio, a motivo di tutti i peccati che hai commessi in tutti i tuoi territori. 4 Tu dovrai ritirare la mano dall’eredità che ti avevo data; ti farò schiavo dei tuoi nemici in un paese che non conosci, perché avete acceso il fuoco della mia ira, che arderà sempre”. Così dice il Signore: 5 “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. 6 Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. 7 Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. 8 Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti. 9 Più fallace di ogni altra cosa è il cuore e difficilmente guaribile; chi lo può conoscere? 10 Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni. 11 Come una pernice che cova uova da lei non deposte è chi accumula ricchezze, ma senza giustizia. A metà dei suoi giorni dovrà lasciarle e alla sua fine apparirà uno stolto”. 12 Trono di gloria, eccelso fin dal principio, è il luogo del nostro santuario! 13 O speranza di Israele, Signore, quanti ti abbandonano resteranno confusi; quanti si allontanano da te saranno scritti nella polvere, perché hanno abbandonato la fonte di acqua viva, il Signore.

Commento

Il testo pone in evidenza come il cuore dell’uomo è carico di peccato, di male. Gesù ha detto nel vangelo che non sono le cose esteriori che contaminano l’uomo, ma quelle interiori, quelle che stanno nel profondo del cuore. Questo peccato che ha rovinato la relazione con il Signore è inciso nel cuore dell’uomo,  sugli angoli dei loro altari. Essi sono due luoghi profondamente sacri per l’uomo della sacra scrittura: cuore e altare. Ecco, il male è scritto proprio in questi luoghi così unici e significati. Il cuore e l’altare sono segnati da un peccato: non confidare più nel Signore ma nell’uomo stesso: maledetto l’uomo che confida nell’uomo. Il risultato di questo confidare nell’uomo è l’allontanarsi da Dio e lentamente, come le piante nei luoghi deserti e senz’acqua muoiono di sete. Tale situazione è la conseguenza amara dell’aver “abbandonato la fonte di acqua viva, il Signore” . Questo ci ricorda che il Peccato è lo smarrire o il rigettare la condizione di originaria elezione in cui l’uomo si trovava. L’immagine dell’acqua viva, della corrente, descrive la vicenda di chi vive nell’abbandono fiducioso nel suo Signore, come totalmente immerso in Lui e nella sua Parola.  Al contrario: Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. : Egli è come un albero piantato lungo l’acqua che da frutto ed anche quando viene la siccità in qualche modo riesce a sopravvivere.

Preghiamo

Preghiamo per la nonna di Nicola che ci ha lasciato.

4 pensieri su “giovedì 15 marzo

  1. Anonimo

    Beato l’uomo che confida nel Signore….solo cosi non perdiamo, Una preghiera per la nonna di

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  2. Sr Alida

    Beato l’uomo che confida nel Signore….solo cosi non perdiamo, Una preghiera per la nonna di
    Nicola

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  3. sr Rita

    Egli è come un albero piantato lungo l’acqua che da frutto ed anche quando viene la siccità in qualche modo riesce a sopravvivere.
    Sapersi come alberi che danno frutto e che anche in tempo di siccità conservano la vita….è un incoraggiamento a resistere positivamente nella vita. Prego per chi vorrebbe mollare tutto: il Signore dia un poco di fede per “resistere” positivamente.

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  4. . Elena

    È bellissima l’immagine di questo uomo-albero piantato e vivo lungo un corso d’acqua. Le sue radici si espandono nella ricerca della vita e può sopportare e tollerare anche i tempi di siccità perché la sua prossimità alla fonte non lo rende sterile e secco. Mai….
    Se solo ci vedessimo un po’ più vitali e felici, paghi di ogni cosa che davvero è importante, benedetti, vicini a Te, Signore. Il nostro cuore, difficilmente guaribile, ospiti la Tua vicinanza, fonte di bene, di bellezza, di pienezza e sull’altare di ogni esistenza ti si possa ringraziare, per il semplice fatto di essere figli amati da Te. Prego per la fede nel cuore, per la tenacia delle scelte difficili, per coloro che tornano nel grembo di Dio, possano riposare con serenità e lasciare i propri cari nella certezza dell’incontro che verrà.

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