domenica 7 aprile

di | 6 Aprile 2019

home25 domenica T. di quaresima – dal vangelo secondo Giovanni

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Commento

Nel nostro racconto i farisei e gli scribi si avvicinano a Gesù per metterlo finalmente alla prova su un caso “concreto”.  La peccatrice e il peccato. A Gesù non interessa solo la Legge, che comunque rispetta e che mostra di saper interpretare meglio e anche in modo più radicale di quanto non facciano i farisei. A lui preme soprattutto il destino della peccatrice; non guarda solo al peccato, ma a chi l’ha commesso. Il peccato per Gesù non ha l’ultima parola. Gesù non condanna nessuno, perché Dio Padre l’ha mandato non per giudicare e castigare, ma per dire che Dio è più grande di ogni nostro peccato. Con tale atteggiamento nei confronti dei peccatori, egli opera una liberazione che non ha niente a che fare con il permissivismo: infatti sa bene che il peccato conduce alla morte, come l’adulterio porta alla lapidazione. Ma indica un’altra strada, dona una nuova vita: “neanch’io ti condanno”.

Preghiamo

Oggi giornata mondiale della salute preghiamo per i malati, per chi li assiste e per lavora nel mondo della salute

 

2 pensieri su “domenica 7 aprile

  1. sr Alida

    Bello questo Gesù, che non condanna e non assolve ,ma dà speranza per il futuro “va ed ora in poi non peccare più “Non guarda al peccato ,ma alla persona …..e ci dà sempre una nuova possibilità …..Non salva solo a parole compie dei gesti concreti e in silenzio ,un silenzio di incontro ,dove fa crollare ogni arroganza e orgoglio ….Nel nostro vivere donaci l’umiltà ,di riconoscerci peccatori,perdonati per perdonare ,per riconoscere in ciascuno il tuo volto …prego con voi per i malati e per chi li assiste …

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  2. Elena

    Nessuno ti ha condannata?
    Leggo sempre con suspence questo brano della Parola, perché da un momento all’altro, penso, qualcuno quella pietra l’avrebbe scagliata. Tanta è la nostra ipocrisia…. ma davanti al Cristo, il Giusto per eccellenza, nessuno compie questa terribile azione. In fondo, davanti a Lui, ciascuno è davvero la persona che è, il peccatore che è. E proprio nel silenzio di tutti e dello stesso peccato, Gesù prende l’ultima parola. Una parola di misericordia e di perdono,di fiducia. Per la donna, per tutti noi. Chi ha il diritto di giudicare, se non Dio solo?
    Nelle sue mani la nostra vita, presente e futura, anche nella redenzione…
    Una preghiera per i tanti ammalati che presentiamo a Te, Signore, insieme a chi se ne fa carico e se ne prende pazientemente cura tutti i giorni!

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