domenica 5 giugno

di | 4 Giugno 2016

trinità10 domenica tempo ordinario – Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. 
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. 
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Commento

Il nostro Dio è il Dio degli incontri. Mentre cammina per le strade della sua terra incrocia o si affianca sempre con qualcuno. Questa è la volta di un corteo funebre. Portano al sepolcro un giovane, figlio di una vedova. Lo sguardo di Gesù si posa sul volto della madre e “avendola veduta, mosso a compassione verso di lei. Le disse: Non piangere più”. All’atteggiamento di compassione segue il gesto di misericordia. Tocca la bara ed ecco il miracolo: “il morto si sollevò a sedere e si mise a parlare. Gesù lo restituì a sua madre”. Voglio sottolineare queste 3 qualità dell’incontro. Si sollevò: Gesù solleva l’uomo per ricondurlo alla vita. Gesù solleva sempre la mia vita ogniqualvolta che mi sento smarrito, prostrato a terra. Si mise a sedere. Questa è la posizione di chi sta nella condizione del riposo, della pacificazione, della tranquillità. Gesù dona serenità alla mia vita. Lo restituì alla madre. Lo riconsegnò a colei che ha dato la vita al figlio, a colei che è straziata dal dolore perché sola. Gesù mi riconsegna sempre ad una relazione buona con ogni persona per non lasciare solo nessuno. Questo credo possa essere il senso del miracolo che leggiamo nel vangelo di oggi. Per questo Gesù è profeta, perché riporta l’uomo alla sua dignità di figlio amato. In questo senso Gesù visita il suo popolo, perché prova compassione per ogni figlio o figlia che è nel dolore.

Preghiamo

Preghiamo per Anna che ci ha lasciato ieri.

3 pensieri su “domenica 5 giugno

  1. sr Rita

    Dire di non piangere a una madre, vedova, che porta al cimitero l’unico figlio…ha dell’assurdo. Solo che questa volta non sono le parole pietose di chi vuol consolare una madre addolorata,. sono le parole del Signore della vita, di colui che quello che dice lo fa, lo realizza. Questa madre può non piangere perché Gesù sa che le restituirà i figlio. Preghiamo affinché le nostre parole, rivolte a chi soffre, non siano banalità, ma rivelino la consolazione del Signore che è capace di ridare vita.

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  2. Elena

    Penso a Gesù come al.Signore della vita, in ogni senso. Uomo che amava la vita e che la donava, la rinfrancava e la risollevava… Signore sopra la morte, in ogni suo aspetto! Prego per ogni lutto, motivo di.pianto per chi resta. Prego per la nuova vita di chi ora può incontrare il Padre….

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  3. sr.Alida

    Vedendola,fu preso da compassione..si avvicinò toccò..Dio ha visitato il suo popolo…..Gesu’ mi riconsegna sempre ad una relazione buona di figlia amata…mi ridona sempre dignità …e in questa esperienza d’amore, il mio sguardo quali corde del cuore fà vibrare ,per chi mi è affidato e per le vicende del mondo ?Quali gesti veri compiere ,per essere compassionevole,dare sollievo ,perchè l’altra,/o viva? Preghiamo perchè le nostre parole e gesti siano veri . Per Anna,e perchè ci possa sempre essere una possibilità per ciascuno di risorgere dai nostri mali spirituali.

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