domenica 23 luglio

di | 22 Luglio 2017

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In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Commento

La settimana scorsa abbiamo visto la parabola del seminatore. Oggi ne vediamo altre 3. La parabola del grano e della zizzania, la parabola del granello di senape, la parabola del lievito. Come domenica scorsa le parabole sono accompagnate dalla spiegazione. Stasera parlavo a tavola con Don Roberto proprio di questa cosa. Io quando faccio l’orto mi do da fare per togliere le erbacce. E vi dico che è una gran fatica. Nel campo di grano questa estirpazione dell’erba cattiva è praticamente impossibile. Si rischia davvero di estirpare tutto, buono e cattivo.  I servitori sono presi da un idea buona: togliere, fare ordine, sistemare, mandare via il cattivo. Il padrone lascia crescere tutto insieme, ben conscio di quanto sia impossibile questa separazione. Eppure il grano cresce, come il granellino di senape e arriva a maturazione. La crescita c’è anche se piccola e nascosta. Dobbiamo stare attenti a due pericoli: il pericolo di pensare che questa crescita dal piccolo al grande è la grandiosa crescita della chiesa che arriverà a tutto il mondo. Il secondo pericolo è quello di scegliere i buoni buttando via coloro che ci sembrano cattivi. So quanto è difficile vivere con il bene e il male insieme, ma questa è la nostra vita: un intreccio continuo di bene e di male.  È il percorso di accettazione del nostro limite che, se  lo accettiamo, ci apre alla misericordia di Dio. Ciò che è male può servire a un bene più grande. La crisi fa parte della vita, purché ci muoviamo nella forza che Dio che ci dà l’essere. Rispettare la crisi, le dinamiche di crescita fanno crescere adulti sereni. Nessuno ci vuole perfetti, Dio solo è perfetto, è Dio che elimina ciò che è negativo in noi, se è di ostacolo al suo amore e se noi siamo disponibili. A noi compete essere uniti all’amore di Dio e comunicarlo ai fratelli . allora forse la grande crescita del piccolo seme non è l’affermazione del bene ad ogni costo e della chiesa ad ogni costo, ma la crescita della giustizia e dell’amore di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per i sacerdoti

3 pensieri su “domenica 23 luglio

  1. sr Alida

    Zizzania ,lievito e seme del buon grano …Il Signore padrone saggio e autorevole “Lascia che crescano assieme zizzania e buon grano ….Devo accettare che nel mio campo vi sia l’uno e l’altro ,non siamo solo limite ,difetti ed errori ,siamo anche ciò che il Signore crea ogni giorno in noi di bene e di bello.Il suo amore ci aiuti a guardare il bene e il bello con cuore umile e riconoscente ..Quacuno suggerisce :.Non tutti gli errori sono sconfitte ,non tutte le vittorie servono a renderci migliori Mi ricordoa che l’essenziale è invisibile agli occhi come la forza del piccolo seme e il pizzico di lievito …E’ l’immenso amore di Dio che opera tutto questo ….Mi unisco alla preghiera per i sacerdoti ,in particolare per don Sandro ,Don Roberto e quelli che che conosciuti sul nostro cammino .insieme a Papa che chiede sempre di pregare per Lui .

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  2. sr Rita

    I piccoli semi che anche noi gettiamo nel terreno della vita degli altri, di quelli che vivono con noi, di quelli che incontriamo occasionalmente….hanno in sé un potenziale di amore diffusivo che può davvero generare tanta gioia nel mondo. Preghiamo per chi non crede più alla forza della piccolezza e si chiude nella tristezza e nella delusione.

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  3. . Elena

    Quando ero giovane pensavo al nero e al bianco, al bene e al male, all’essere buoni o cattivi. Crescendo e vivendo la vita anche io, come tutti, riconosco in me le ambiguità, gli aspetti di bene e male, molto ben mescolati nel mio cuore, tanto da essere indivisibili. I lati oscuri…
    Ogni essere umano è un po’ così, forse. Si può sempre lavorare per fare crescere e lievitare gli aspetti positivi, accettandomi per quella che sono e pregando per avere la forza di scegliere una vita degna. Dove io non arrivo, mi do del tempo per lavorarci su e chiedo aiuto al Padre, perché da sola, davvero non sono niente e ciò che faccio, spesso non va. Il Dio delle piccole cose fa bene ogni cosa ed anche i miei lati oscuri hanno certamente una loro ragione d’essere in me… e la consapevolezza è una buona compagna di vita. Prego per i sacerdoti e mi unisco alle comuni intenzioni di preghiera.

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