domenica 23 aprile

di | 22 Aprile 2023
I discepoli di Emmaus – Arcabas

3 domenica t. Pasquale

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Commento

Si parla ancora dell’annuncio pasquale,  ma si parte da un punto di vista di scetticismo. Due discepoli delusi e scettici di fronte a tutto quanto è avvenuto. Si parte allora da uno scetticismo e delusione e ci si mette in cammino verso un ritorno a casa. Questo ritorno a casa i discepoli lo intendono come un ritorno alla vita prima dell’incontro con il Signore Gesù, alla vecchia vita. il Signore Gesù che cammina accanto ai due discepoli di Emmaus, intende questo cammino di ritorno a casa come un’esperienza di vita totalmente nuova. Per vincere il nostro scetticismo e le nostre delusioni Gesù il risorto, utilizza tre elementi. Il primo è la narrazione, quella dei due discepoli che hanno la possibilità di narrare tutta la loro delusione, ma soprattutto hanno la possibilità di essere ascoltati. Poi vi è la narrazione del Signore, il forestiero non riconosciuto dai due discepoli. Questa narrazione è anche spiegazione delle scritture. Lentamente i due discepoli incominciano a capire che possono uscire dalle loro delusione e cominciare a sperare. La parola è il secondo elemento necessario per questo tornare alla vita risorta. E per finire il pane è l’ultimo elemento di questo cammino di resurrezione. Il pane eucaristico è alimento per il cammino quotidiano. Ma soprattutto il pane condiviso è il segno di questa vita nuova. Il pane dell’amicizia ci può aiutare ad uscire dallo scetticismo e dalla delusione.

Preghiamo

Preghiamo per Stefania

2 pensieri su “domenica 23 aprile

  1. Elena

    Piccoli passaggi e l’esperienza del Cristo torna a riempire i cuori di speranza e bellezza nell’incontro e nella condivisione del pane.
    Possa essere così anche oggi, possa essere così anche per ogni credente sfiduciato e rassegnato. Possa la voce di Gesù Risorto fare ardere i nostri cuori delusi e portare luce ai nostri occhi. Per Stefania la preghiera dedicata e per tutto ciò che portiamo a Te, Signore, ogni giorno.

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  2. srAlida

    Mi trovo in giorni di grazia in un corso sulla marginalità, sulla prossimità, e noto sempre più che in tutte le vicende le esperienze che ci raccontiamo se manca al nostro esserci la speranza di risurrezione nei cammini a noi affidati manca tutto. Per Stefania, per Marta, per ciascuno in difficoltà chiedo speranza nel Risorto e risurrezione da situazioni che si dicono impossibili.

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